Don Luigi Bosio
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In nocte Nativitatis Domini ...

 

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In nocte Nativitatis Domini 1967

IL MIO DILETTO È PER ME ED IO PER LUI  (Cant. 2,16).

Commento di S. Bernardo - Sermoni 67. 68. 69.

 

Parla la mistica Sposa.

I suoi discorsi non sono tali, da poterli scrutare e capire in modo degno, se lo Spirito Santo - Dux verbi - non ci è maestro e guida.  [...]

 

Che cosa può giovare tutto questo per la vita Cristiana?

Che cosa può giovare?

Se questo è l'apice della perfezione!

Non ho parlato.

Non ho predicato.

Ho pregato.

Ho compiuto l'opera essenziale del mio ministero sacerdotale. Voi ascoltandomi e pregando con me, avete compiuto l'opera essenziale della vostra vita cristiana.

Che cosa può giovare tutto questo alla Chiesa?

Quanto può giovare la Parola del Signore, ascoltata e proclamata nel fervore di questa celebrazione Liturgica.

Come sempre, ho voluto trattenere tenacemente il mio passo sul sentiero di Dio. Quell'arduo e sempre più solitario sentiero, che porta diritto al cuore della Chiesa e dell'umanità. Non ho parlato d'ansie sociali, non ho agitato problemi, non ho aperto discussioni, non ho proposto programmi. Da sembrare quasi isolato e insensibile alle aspirazioni e agli affanni del mondo!

 

*     *     *

 

So che tutto, in piena luce, deve portare alla santità. E nella santità tutto è superato e risolto dalla vittoria della Sua Croce e dal Silenzio della Sua Eucarestia.

 

*     *     *

 

Ho cercato di interpretare e di capire, quanto mi dettava segretamente nell'anima l'Autore della Parola eterna.

Ora basta condensare tutto in quell'umilissimo gemito:

IL MIO DILETTO È PER ME, ED IO PER LUI. 

Il gemito istintivo, stavo per chiamarlo "Divino", di ogni creatura.

«Fecisti nos, Domine, ad Te».

Tu sei Tutto per me!

È giusto, ch'io sia tutto Tuo.

Se entro nella Grotta beata, trasformata in basilica e Paradiso, ripetendo solo che «Tu sei tutto»: ho celebrato veramente il Natale più santo di tutta la terra.

Più ancora se Ti dicessi: Tu sei il Tutto.

Allora?

Io sono il nulla.

Incomincio a ritrovarmi nel mio smarrimento.

Una gelosia divina, che richiede una fedeltà assoluta.

Una Uni!

Non respondet Uni, nisi unitas  (Aug.).

Sento, che una guida m'ha preso per mano.

Dux Verbi.

Dux Verbum?

 

*     *     *

 

Sto vivendo e godendo la mia Fede nel suo nucleo più vitale, nel suo palpito più santo. Una fede che mette dignitosamente in ginocchio la ragione.

Davanti al Mistero: «Pendet ratio».

«Non pendet, sed deficit».

«Res est in affectibus: nec ratione ad eam pertingitur sed conformitate». Ogni difficoltà si risolve, si dissolve, si pacifica nel possesso pieno della verità.

Nella luce del Mistero.

In ossequio alla Chiesa, non trovo iniziativa migliore per l'«Anno della Fede» che vivendo - questa sostanza dell'Invisibile, questa passione dell'Assoluto - in una cristallina semplicità, vivificata dalla opere.

 

*     *     *

 

L'ultima parola ad Agostino  (In Ps. 101).

«In generatione generationum anni Tui»  (Ps. 100).

O Verbum ante tempora!

Per quod facta sunt tempora.

Natum et in tempore

cum sit vita aeterna:

vocans temporales, faciens aeternos.

I Tuoi anni corrono di generazione in generazione.

I Tuoi anni vengono dall'eternità:

I Tuoi anni eterni!

Tu sei l'Eterno!

O Verbo, prima di tutti i tempi!

O Verbo, per mezzo del Quale sono stati fatti i tempi!

Tu sei nato nel tempo, ma vieni dalla vita eterna.

Tu sei venuto a chiamarci nel tempo,

per farci diventare eterni.

 

 

Don Luigi Bosio, In nocte Nativitatis Domini 1967, «Jerusalem Nova», Gennaio - Febbraio 1968, Anno XIX, N. 23 (184).