Don Luigi Bosio
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Pentecoste

 

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Pentecoste

«Poi che il fuoco dello Spirito Santo fu venuto sopra ai discepoli, essi salivano sul pulpito dell'affocata Croce, ed ivi sentivano la fame del Figliolo di Dio, e l'amore, che portava all'uomo; onde allora le parole uscivano da loro, come esce il coltello affocato dalla fornace; e con questo caldo fendevano i cuori degli uditori!»  (Caterina da Siena).

Il gaudio dello Spirito Santo sia con voi.

Lo Spirito Santo, gaudio della Beata Trinità, sia in voi.

Traboccando da quella riserva, in cui Egli riposa, come in sede propria:

«Attingete con gaudio alle fonti del Salvatore».

 

*     *     *

 

«De torrente in via bibet...»  (Ps. 109).

Mi piego in ginocchio, mi getto come assetato e sfinito, lungo la riva del torrente. Cerco la fonte del timore, e mi inabisso come una goccia nel mare.

 

*     *     *

 

Dov'è, oggi, il Santo timor di Dio?

Quando si vuole classificare, caratterizzare, configurare un figlio di Dio, una famiglia cristiana, si dice:

Ecco un figliolo, cresciuto nel Santo Timor di Dio.

Oh, quella? È una famiglia benedetta, in cui regna il santo timor di Dio.

Al contrario, quando la vita cristiana è svanita, si ripete con amarezza:

Quella famiglia? È senza timor di Dio.

Quel giovane? È senza timor di Dio.

 

*     *     *

 

Veni! Et tui timoris in nobis donum effunde.

Il Santo timor di Dio:

È la paura di "far male" a Dio con le nostre colpe.

È tremare davanti all'ombra stessa del peccato.

Un solo male, un solo, supremo male: il peccato.

Tremare: Sotto il peso della vendetta e della giustizia divina: capace d'annientare l'universo.

Il timor di Dio libera le anime da ogni forma di male.

Quale grazia di fronte al mondo, che ha perduto il senso del peccato e il senso di Dio.

Lo Spirito Santo, con il dono del Timore mette in piena luce la santità di Dio e la sua detestazione del peccato.

Perciò, l'atto principale del timore non è la fuga dal male, ma un atteggiamento di profondo rispetto verso la Maestà di Dio, infinitamente terribile per i peccatori.

Con il dono del Timore, invece di giudicare il mistero del male dal basso, l'anima lo contempla dall'alto.

Questo Timore ha avuto la massima espressione nell'agonia di Gesù nel Getzemani: fino al sudore di sangue!

 

*     *     *

 

Ogni dono è maturazione di virtù teologale e cardinale.

Ma anche ornamento, corona e consumazione di ogni virtù.

Ha affinità particolari con la Speranza e con l'umiltà.

È frutto della Speranza, e matrice dell'umiltà.

Più ci si sente deboli e fragili, capaci di tutte le ricadute, più ci si slancia in Dio: come il bambino si rannicchia tra le braccia del padre.

"Dio resiste ai superbi!"

Cede con tutti, ma non con i superbi.

Il dono del Timore ha poi un'affinità tutta particolare con la beatitudine dei puri di cuore, perché l'anima vergine, umile, è capace di ospitare e di vedere Dio.

 

 

Don Luigi Bosio, Pentecoste 1969. 25 Maggio, «Jerusalem Nova», Giugno - Luglio 1969, Anno XX, N. 31 (192).