Don Luigi Bosio
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Prima Comunione Fanciulli

 

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Prima Comunione Fanciulli

«Ho visto la porta della città, la porta verso oriente, con i nomi degli Apostoli e dell'Agnello, scritti sopra di essa: e sopra le mura della cittaà, gli Angeli che facevano la guardia.

Ho visto un Cielo nuovo, una nuova terra e la nuova Città, che scendeva dal Cielo».

È una visione, in cui è rapita la Chiesa, nella liturgia feriale di questi giorni:

Una visione, presa a prestito dall'Evangelista Giovanni, il prediletto del Signore.

Oggi, con l'occhio puro della Fede e nel mistero di questa Celebrazione, di questa Scrittura e di questa Visione profetica voi vedete l'adempimento.

Ripiegato il Libro, raccogliamoci in silenzio...

Come Gesù nella sinagoga di Nazareth, dopo la lettura del profeta Isaia.

Lo Spirito del Signore sia sopra di noi.

 

*     *     *

 

Quale preparazione cristiana ed educazione liturgica sia necessaria per inoltrarci nell'intelligenza e nella bellezza di questa Comunione di grazia di santità, voi lo comprendete.

Il mio timore: che il Libro divino venga ripiegato e il segreto rimanga, sigillato e sconosciuto. Al di fuori non si vedrebbe che quello, che è questo destinato a perire.

Continuerei a camminare nel buio, mentre le tenebre coprono la terra...

Anche se intorno a me tutto fosse luce e pieno Sole.

Basterebbe questa Liturgia, con la visione e la presenza angelica d'un'eletta schiera di bimbi, che consacrano a Gesù le primizie della loro innocenza.

Basterebbe, ho detto, questa «incredibile» Presenza dell'Amore incarnato nel silenzio Eucaristico, a saziarci di pace e letizia.

Perché non lo ripeteremo infinite volte: se l'Eucarestia non mi basta, che cosa andrò a cercare? Dove svanirebbe il mio Sacerdozio?

A voi, a voi che cosa io darei?

E voi, che avreste da dare a me?

 

*     *     *

 

Devo entrare «dentro».

Venite a vedere.

È una delle meraviglie di Dio la liturgia di questa IV Domenica pasquale, dischiusa da una forza sacramentale.

Mio Dio, perché mi caccerò sotto terra, mentre mi posso inebriare di Paradiso?

Perché piantare i piedi nel fango, mentre posso correre veloce come il cervo assetato?

L'amore preme! Cantate: Quia mirabilia fecit!

Che grazia, che dono: optimum, perfectum: descendens a Patre luminum.

Un lume, che discende dalla sorgente eterna della luce: un lume, protetto dalla veste semplice d'un po' di pane.

 

*     *     *

 

Ma ritorniamo alla visione di Giovanni.

«Ho visto la porta della città, quella aperta verso oriente.

Ho visto scritti sopra di essa i nomi degli Apostoli e dell'Agnello.

Sopra le mura, gli Angeli posti a guardia.

Poi ho visto ancora un Cielo nuovo e una nuova terra: la nuova Città, che scendeva dal Cielo».

Quale città hai visto, Giovanni?

Che lo colpisce subito è la porta della città; una delle 12 porte: quella aperta verso oriente, verso il sorgere del Sole.

Poi i nomi degli Apostoli, scritti sopra di essa.

E il nome dell'Agnello.

Sopra le mura della città: schiere di angeli, posti a difesa.

Mentre il Cielo si apre, scende il nuovo Cielo, la nuova terra e la nuova Città.

Cos'è tutto questo?

Forse c'è un velo da rimuovere: non che impedisce, ma che protegge la vista...

Ora incomincio a vedere.

Per entrare, devo ascoltare la Chiesa e pacificarmi nel sangue dell'Agnello.

Entro dalla porta d'oriente, esposta al sole fin dalle prime ore del mattino.

Dentro: tutto è Luce, perché vi risplende il Lume del Padre.

Colui, che è il Lume del Padre.

Ora vedo.

Il cielo nuovo, la nuova terra, la Città nuova è la schiera candida di questi bambini, nella veste della loro innocenza.

La porta ad oriente: il Tabernacolo Eucaristico.

E dietro la porta: l'Agnello innocentissimo nella sua silenziosa immolazione, circondato da miriadi di Angeli, inneggianti alla sua vittoria.

 

*     *     *

 

O Divina Eucarestia!

Porta d'oro della Chiesa, aperta ad Oriente!

O fonte di santità: Cristo immolato, nostra Pasqua.

O innocenza di bimbi: chi oserà toccarvi?

Chi non fremerà di venerazione davanti a voi?

Dietro il velo sacramentale, oggi è segretamente presente con le sue lagrime: Monica, la madre di Agostino.

Piangessero tutte le madri, lagrime così sante, a benedizione e protezione dei loro figli!

 

*     *     *

 

Ancora una volta, sembrerà ch'io abbia sognato.

Invece ho posato saldamente i piedi sulle fondamenta di Gerusalemme, per non essere travolto dai fiumi di Babilonia e dal tumulto del mondo.

 

 

Don Luigi Bosio, Prima Comunione Fanciulli. 4 Maggio 1969, «Jerusalem Nova», Marzo - Aprile - Maggio 1969, Anno XX, N. 30 (191).