Don Luigi Bosio
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Belfiore d’Adige, 8 Marzo ...

 

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Belfiore d’Adige, 8 Marzo 1970. Domenica Laetare.

Grazia, pace e gaudio a voi, nella sovrabbondante Letizia, che stilla dalla Liturgia di questa IV Domenica di Quaresima.

Il mio Ringraziamento umile e devoto a Sua Eccellenza Monsignor Vescovo, che ha voluto degnarsi d'onorare con la Sua venerata presenza questa Celebrazione di preghiera e d'incontro affettuosissimo, Suo e mio, con la Comunità parrocchiale.

Un ringraziamento cordiale anche a tutti voi, per questa manifestazione di filiale tenerezza, così viva e toccante, e per il dono e l'omaggio così generoso delle Insegne canonicali: quelle Insegne, ch'io userò quotidianamente nella preghiera corale dell'Ufficio divino e nelle Solennità maggiori, per il decoro delle Celebrazioni pontificali, nella chiesa cattedrale.

Vi confermo la promessa della mia preghiera:

fino all'esaurimento di quella riserva di preghiera, che vi ho lasciato in eredità: credo che tutti i mari del mondo non la possono contenere!

Se ho usato qualche volta la spada, se ho aperto qualche ferita, se ho strappato qualche lagrima, lo dovete alla purezza divina del mio affetto per voi. Perché, lo sapete, se la verità apre talvolta delle brecce, la non sincerità fa sempre delle rovine.

Ed io, con voi, sono stato sincerissimo.

Quando si poteva dire di Sì ho detto Sì: quando si doveva dire No, ho detto No. E quando, per prudenza e discrezione, non potevo dire né Sì né No, mi avvolgevo nel mio silenzio: tanto fecondo quanto profondo.

Forse si trattava, talvolta, soltanto di aspettare, di attendere che la Grazia rivelasse il suo dono.

Perché le cose più intime, più sacre, si confidano agli amici più cari con infinita delicatezza.

Ripeto: Si trattava soltanto di aspettare, di attendere che la Grazia maturasse e rivelasse il suo dono.

Questo dono: che Sacerdote e fedeli si ritrovassero insieme presso l'Altare, sulla Mensa stessa dell'Altare: in atto di offerta e di immolazione:

nello splendore e nel fascino della divina Liturgia:

nella carità veramente la più operosa, che avrebbe fatto di noi un solo Cristo, un cuore solo, un'anima sola.

Tutto e solo questo era il mio sogno.

Solo questo ho desiderato e voi tutti ne siete fedelissimi, felicissimi testimoni:

testimoni "a vista": testimoni di cuore, di preghiera, di ineffabili gemiti e di purissime gioie.

 

 

Don Luigi Bosio, Belfiore d'Adige, 8 Marzo 1970. Domenica Laetare, «Medium Silentium», Marzo - Aprile 1970, Anno I, N. 2 (198).