Don Luigi Bosio
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Natale del Signore 1976. Ad ...

 

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Natale del Signore 1976. Ad divinum Silentium.

Se l'ombra del divino Silenzio scendesse in questa Luce Natalizia...!

Se piovesse la Luce del Silenzio eterno nella penombra mistica di questa Cattedrale...!

Qui, tutto è luce, tutto è ombra:

la luce del mistero, nell'ombra del sacramento:

forse l'ombra del mistero, nella luce di questo sacramento:

forse la luce e l'ombra del mistero Eucaristico...!

Dove camminare, se la tenebra ci avvolge?

Come camminare, se la luce ci abbaglia?

Ogni parola è piena di mistero: "In principio era il Verbo".

Ogni parola è un grande sacramento: "Il Verbo: il Verbo fatto carne".

 

*     *     *

 

Una scala santa, da salire in ginocchio: dal tempo all'eternità:

da scendere in ginocchio: dall'eternità al tempo.

Ancora in ginocchio, davanti all'Eucarestia: Mistero e sacramento del silenzio.

Chi appena percepisce questo silenzio, ha un solo desiderio...: Morire!

Perché tanta gloria sulla terra?

Perché tanto onore alla creatura?

 

*     *     *

 

Tutto dovrebbe essere silenzio.

La parola a Te, Verbo ineffabile.

L'unica Parola sei Tu, Verbo eterno.

La tua Liturgia è tutta silenzio:

o Notte Natalizia!

o Notte Pasquale!

o infuocato Mattino di Pentecoste!

La tua Eucarestia è un abisso di silenzio.

Quale grazia scendere in questo abisso, come una pietra, che precipita sul fondo del mare!

Qui, nell'abisso, il luogo dell'ascolto.

Il gaudio nell'udire la voce dello Sposo, il gemito dello Spirito, il palpito del Padre.

O serietà e dignità del Silenzio!

Grande maestro, grande documento d'amore!

Felici coloro, che amano il silenzio.

Felici coloro, che si amano in silenzio.

Nessuna parola è autentica, senza silenzio.

Non c'è testimonianza di vero amore, che non trabocchi dal silenzio.

Anche la passione d'amore per i fratelli.

Guai a martellare di parole e di fatiche un'anima, quando è immersa nel silenzio di Dio!

Nascosta nel suo Dio, stringe a sè l'intera creazione.

Dà un pane a tutti gli affamati, consola tutti gli afflitti.

Chi mai ha osato dire, che la contemplazione e il silenzio trattengono dall'azione e paralizzano la carità verso i fratelli?

È colpire Dio al cuore!

È distruggere l'Eucarestia!

È annientare la Croce!

«Guai a voi, che ci toccate con le vostre mani, perché un'anima si può afferrare solo attraverso Dio».

Se arrivo d'impeto al fratello, non c'è più il tocco di Dio, ma l'impeto della carne.

«La carne non giova a nulla»  (Giov 6,64).

Non più una carezza al Corpo mistico, ma un flagello per la Chiesa. Non più un dono, ma un'offesa.

Distrutta la fonte, come può scorrere il ruscello?

 

*     *     *

 

O divino silenzio!

*  Bisogna essere molto coraggiosi oggi, per non accettare d'essere che silenzio: per tacere, per adorare.

*  Il Signore mi invita al raccoglimento in un modo così forte, che io preferisco questi momenti di silenzio ad ogni altra cosa al mondo. Offro allora al Signore questi lunghi riposi per tutti coloro, che non s'arrestano mai, per "vedere che il Signore è Dio".

*  I contemplativi offrono al mondo quella "inutilità" suprema, che Gesù chiama l'«unico necessario».

In un mondo che non crede, se non a quello che vede e che tocca, essi aiutano la divina Trasparenza.

In questo loro scomparire sta l'efficacia suprema dell'apostolato.

Essere unito a colui che non si può vedere, è essere nascosto, è non essere in alcuna parte, è essere nessuno, è essere sconosciuto, dimenticato come Lui, perduto come Lui, per il mondo, che tuttavia esiste in Lui.

*  I Santi hanno potuto nello stesso tempo vivere nel loro piccolo angolo del mondo, e vivere delle visioni universali davanti ad un piccolo fiore.

*  Aprite il cuore di un contemplativo: vi troverete tutti gli uomini, l'intera Creazione, dalla formica alla stella.

*  Il volto dei Padri del deserto nuotava nella luce; come fossero delle lampade di fuoco.

Il mistero di Dio non si rivela mai così bene, come nei tratti più semplici della vita.

*  Il contemplativo è l'opera del sabbato di Dio. Nel settimo giorno Dio ha creato la contemplazione. Strumento, per così dire, del lavoro del contemplativo, è lo Spirito.

Nello Spirito egli passa al di là dei tempi e dei luoghi; è dappertutto; è presente a tutto e a tutti.

*  Il tuo cuore, nel suo punto profondo, è anche il punto più profondo del mondo.

*  Il cristiano che sceglie la vita contemplativa, va dritto al centro e al cuore della Chiesa.

 

*     *     *

 

O divina Eucarestia!

*  A Nazareth, sotto il moggio la Luce della vita non illuminava il mondo. Faceva di meglio: lo bruciava.

*  Che vi pare più convincente: un miracolo, o l'Eucarestia? Una manifestazione di potenza, o un segno di puro amore?

*  Il silenzio è la commemorazione incessante della calma silenziosa della vita Eucaristica del Signore.

 

Ex uno Verbo omnia:

et unum loquuntur omnia...

O Veritas Deus:

fac me unum tecum

in caritate perpetua.

(Im.Ch.I.III,2)

 

  

Don Luigi Bosio, Natale del Signore 1976. Ad divinum Silentium, «Medium Silentium», Dicembre 1976, Anno VII, N. 12 (271).