OMELIE

Celebrazione Eucaristica della II Domenica di Pasqua (22.4.1990)

«Quasimodo geniti infantes». Come bambini appena nati, bramate il latte spirituale che stilla dal seno purissimo della Madre Vergine, la Chiesa e dalla roccia purissima e viva di questa Liturgia. «Agnoscite matrem». Riconoscete la Madre, come se in questo stesso momento Gesù dicesse: «Ecce mater tua». Questa è la tua madre. «Et bibite ad ebrietatem». E bevete fino all’ebbrezza. «Cognoscite loca clavorum», dice il Signore a Tommaso. Guarda il posto dei chiodi. «Bibite ad ebritatem». Bevete a queste fonti fino all’ebbrezza.

Dal Vangelo di san Giovanni. «C’era tra i farisei un uomo di nome Nicodemo, un capo dei giudei. Questi venne di notte da Gesù e gli disse: “Rabbi, noi sappiamo, tu sei venuto da Dio come maestro, come maestro. Nessuno, infatti, fa questi segni che tu fai, se non viene da Dio”. Gli dice Gesù: “In verità, in verità ti dico: se uno non nasce dall’alto non può vedere il regno di Dio”. Dice Nicodemo: “Come può un uomo, uno che è già avanti negli anni e adulto nascere di nuovo?”. Gli risponde Gesù: “In verità, in verità ti dico: se non rinasci e non rinascete dall’acqua e dallo spirito, non potete entrare nel Regno di Dio. Il nato dalla carne è carne. Il nato dallo spirito è spirito. Non meravigliarti, se t’ho detto: dovete nascere dall’alto. Il vento soffia e tu non sai donde viene e dove va. Così è chiunque è nato dallo Spirito. Se uno non è nato dall’alto, dall’alto, non può vedere il Regno di Dio, non può entrare nel Regno di Dio”».

Nascere dall’alto. Nascere dall’alto. Leva il tuo capo, apri i tuoi occhi. Quanto devo salire per attingere notizie circa il luogo e il modo della mia nascita? Devo nascere dall’alto. Vado a ricercare il luogo e il modo della mia nascita. Nascere dall’alto. Forse più che salire, con sforzo umano, dovrò piuttosto ascendere, non salire, ascendere per ripercorrere il cammino della mia discesa dall’alto. Devo ascendere, cioè risalire con Lui, perché nessuno può salire al cielo, se non Colui che è disceso dal cielo. Nascere dall’alto, cioè nascere in te e da te. Nascere dove là tu sei nato. E nasci.

«Visitasti nos oriens ex alto», cantava il profeta Zaccaria. «Visitavit nos et visitat nos, oriens ex alto». Viene, nasce, spunta, sorge dall’alto. Perché hai detto a Nicodemo, anche dall’acqua e dallo Spirito? «Dovete rinascere dall’acqua e dallo Spirito». Perché anche dall’acqua? L’acqua mossa, agitata dallo Spirito. «Qui Spiritu Dei aguntur, hi sunt filii Dei». Soltanto coloro che sono mossi, quasi agitati quietamente dallo Spirito Santo, sono i veri figli di Dio. Ma perché anche dall’acqua? Perché anche Tu, per noi, sei disceso nelle acque del Giordano, perché un segno sacramentale, spezzandoci il cuore, «in fractione cordis, per fidem», aprisse le pareti del Cenacolo e Tu potessi entrare e cenare con noi.  È il mistero pasquale, la terra benedetta dove scorrono fiumi di latte e miele, un giardino, un paradiso di segrete delizie rivelate a coloro che amano il Signore.

Non meravigliatevi, se vi ho detto: voi dovete nascere dall’alto. Il vento – lo Spirito Santo – soffia dove vuole e tu non sai donde viene e dove va. Un vento tenue e carezzevole come la brezza che ha rapito in estasi il profeta Elia. Tu non sai né donde viene, né dove va. Ma voi che siete nati dall’alto lo sapete. Nati dall’alto, dall’alto. Quanto è alto un bambino, quando riposa nelle braccia della madre. Quanto è alto l’apostolo Tommaso, quando cade in ginocchio dopo aver visto e toccato il «cruorem roseum et corpus torridum», dopo aver visto e toccato il sangue roseo e il corpo incandescente, «torridum», del Signore risorto.


Prima Lettura: At 2,42-47
Salmo: Sal 117
Seconda Lettura: 1Pt 1,3-9
Vangelo: Gv 20,19-31