OMELIE

Celebrazione Eucaristica della II Domenica dopo Natale (5.1.1986)

Rallegratevi con me, perché abbiamo trovato il tesoro che cercavamo da tanto tempo, dopo molti gemiti e singhiozzi e scosse di cuore e di petto. Quale tesoro? Abbiamo ritrovato il silenzio, perché questa Domenica II dopo il Natale è l’apoteosi del silenzio, la comunicazione del silenzio, la deificazione del silenzio. Avete ascoltato all’inizio l’Antifona: «Mentre – dico come è tradotto nel testo italiano – mentre un quieto silenzio regnava e teneva tutte le cose e la notte era a metà del suo corso, l’Onnipotente tuo Verbo è sceso dal cielo nel suo trono regale. Testo latino: «Dum medium silentium tenerent omnia, et nox in suo cursu medium iter haberet, omnipotens sermo tuus a regalibus sedibus venit». «Medium silentium», apoteosi del silenzio. Dove vado a cercare e trovare la fonte di questo silenzio divino, di cui la Liturgia ha sete e ne è testimonianza? Il testo sacro, umilmente, può essere anche interpretato così: «Dum medium silentium tenerent omnes» (invece di «omnia» ho detto «omnes» e questi «omnes» sono il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo), mentre questi Tre, la beata Trinità, teneva il silenzio, posso anche dire: «Dum medium silentium teneret omnes», non «omnes teneret» ma «silentium teneret omnes», avvinceva la beata Trinità in sé stessa, apre e si effonde il beatissimo silenzio del Figlio e dello Spirito Santo. Il tuo Verbo onnipotente ha ricevuto una scossa, la forza per traboccare e venire a portare con il mistero dell’Incarnazione e dell’Eucaristia questo eterno Silenzio sulla terra a nostro godimento ineffabile.

Per questo ho detto: rallegratevi con me, perché abbiamo ritrovato un grande tesoro. Erano anni che, o per questo o per quello, da quando l’Epifania ha incominciato a perdere il suo posto, che questa seconda Domenica dopo il Natale non si celebrava più. E io ero risentito. Perciò oggi non faccio torto affatto alla Liturgia, se non celebro la Liturgia dell’Epifania. Domani celebrerò la festa dell’Epifania. Rallegratevi. Lo dico con voi, per legittima difesa, legittima difesa della Chiesa e rivendicazione dei suoi diritti. Ho rivendicato un suo diritto. Ho reclamato ciò che è suo. Un voto tanto desiderato, finalmente compiuto. Stava alla porta e bussava: «Lasciatemi entrare! Ho il capo pieno di rugiada! Lasciatemi entrare!». È il Silenzio che chiedeva di tornare. Si diceva: è stato cacciato, in un certo modo, dalla porta e dovrà rientrare dalla finestra. Ho detto di no! Entra trionfalmente dalla porta, questo beato e divino Silenzio, «medium silentium»! E oggi, anche il testo è già testo della Sapienza, del Libro della Sapienza, l’Antifona, l’inizio del Salmo Responsoriale, che dà ragione, dà ragione alla pietà della Chiesa e alla vostra gioia.

Il salmo dice, in breve: «Ab initio Sapientia laudat semetipsam». La Sapienza loda sé stessa. Copro un momento, permettete, la parola Sapienza, divina Sapienza, il Verbo. Ci poso come un velo trasparente su cui c’è scritto: Silenzio. Lascia trasparire la parola Sapienza e va divinamente d’accordo. Sapienza, il Verbo. Quale Verbo? Il «Verbum silens». Verbo silente nel seno del Padre. «Silentium laudat semetipsum». Il Silenzio loda sé stesso. Chi «creavit me, requiescet in tabernaculo meo». E chi mi ha creato? La Sapienza, il Silenzio, riposa sotto la mia tenda. Come sta bene!  E come ci stiamo bene anche noi! «Ab initio creatum suum silentio». Fin dall’inizio – ricordate l’eco delle parole di domenica scorsa? – l’inizio dove ora dice: questo beato e divino Silenzio.

L’altro versetto (e qui concludo): «In plenitudine sanctorum detentio mea», dice la Sapienza, dice il Silenzio. «Nella pienezza della santità io tengo e detengo il potere, il primato». «In plenitudine sanctorum detentio mea». Tengo forte questo mio diritto di tenere, lo tengo forte. Volete santità? Avvolgetevi di silenzio! Sono due fratelli germani, grandi fratelli! Uno non può stare senza quell’altro. Sangue e silenzio. Silenzio e sangue. Due fratelli affezionatissimi. Non possono mai stare l’uno senza quell’altro.

L’Antifona. Mentre un profondo silenzio avvolgeva tutte le cose, il tuo Verbo onnipotente è sceso, scende dal suo trono regale, per cercare dimora e gioia sul trono regale dei vostri cuori.

 

 


Prima Lettura: Sir 24,1-4.12-16
Salmo: 147
Seconda Lettura: Ef 1,3-6.15-18
Vangelo: Gv 1,1-18