Celebrazione Eucaristica della XXXIV Domenica del Tempo Ordinario - Solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell'Universo (22.11.1987)
La festa del Re, dell’Imperatore, del Re dei Re: l’Immortale, l’Onnipotente. Il suo dominio, «a mari ad mare», dal mare a tutti i mari. Il suo dominio da un’estremità all’altra della terra e in tutto l’Universo. Trionfalismo? Un’utopia? Un anacronismo? Tempi tramontati… Re, imperatori. Il suo impero. L’Infinito può essere ben protetto dall’Eterno Re immortale. L’Eterno può essere ben protetto dall’Infinito. Povero Re! Messo a tacere in un silenzio di sangue. Messo a tacere in un silenzio, in un bagno di sangue. Incapace di comandare, tanto che noi possiamo fare – crediamo di poter fare – quello che vogliamo. E non conoscendolo, l’abbiamo crocifisso, gli abbiamo dato questo trono… Il Dio vivente non è più per noi padrone del mondo, l’Imperatore di tutto l’Universo, ma l’Amore crocifisso. Se non è più l’Imperatore e l’Onnipotente, rimanendo tale, rimane per noi l’Amore crocifisso.
Una carmelitana, in un volume molto bello, descritto da un autore in modo degno, ha nelle sue mani e in braccio un Gesù Bambino. Ha sul capo una corona d’oro. Il Bambino Gesù le cade dalle mani e, a terra, va in frantumi e il suo capo si stacca dal corpo. La pia carmelitana, martire, stringendolo a sé dice: “Oh, povero il mio piccolo Re! È morto. Non ci resta che l’Agnello di Dio, un Agnello sgozzato, ucciso sull’altare della croce. Povero Re!”.
Posso ascoltare oggi con voi un salmo, un breve commento di sant’Agostino a lode di questo nostro Re Divino, qui in ginocchio, con il cuore in ginocchio, in adorazione di Sua Divina Maestà… Sua Divina Maestà. Guardate e vedete quali prodigi ha compiuto il Signore sulla terra. Lui, Re Eterno, che prodigi ha compiuto! Quali prodigi!
Ricordate – dice sant’Agostino – quel sassolino che si è staccato, senza opera umana, da quell’altissima cima e correndo quasi a precipizio lungo il monte, sceso a valle, era diventato immenso, come una montagna e copriva di sé tutta la terra, quel sassolino. Vuoi sapere chi è? Vieni e vedi. Vieni e credi. C’è anche una cornice storica nel profeta Daniele. Noi ci aggrappiamo a tutta forza di amore alla cornice d’oro, alla cornice mistica, arcana.
Vieni, credi e vedrai. Sei lì, ai piedi della montagna. Non sarai tanto duro? E se ti cade addosso una montagna, credi di resisterle? O di resistere a Lui, alla montagna, che poi è Lui? E sei tanto cieco da non vedere che davanti a te c’è una montagna?
Vieni, credi e vedi. Tra pochi giorni risaliremo questa montagna (ora siamo a valle, alla fine di un anno felice, liturgico). Inizieremo, riprenderemo la salita alla cima altissima della montagna. Andiamo ad accogliere, a rapire, ad aggrapparci a quel sassolino. E sarà cosa bellissima, graziosissima, se quel sassolino che è Lui, lo riceviamo dalle braccia della Madre sua, vostra e mia: la Vergine Maria.