Celebrazione Eucaristica della III Domenica del Tempo Ordinario (27.1.1991)
Dal Libro dei Salmi: «Sollevate, porte, i vostri frontoni! Alzatevi, porte antiche, ed entri il Re della gloria. Chi è questo Re della gloria? Il Signore forte e potente, il Signore forte nella battaglia. Sollevate, porte, i vostri frontoni! Alzatevi, porte antiche, ed entri il Re della gloria. Chi è questo Re della gloria? Il Signore degli eserciti. Egli è il Re della gloria».
Che bellezza! «Pulchritudo in conspectu tuo, Domine». È l’Antifona di inizio. Che bellezza stare alla tua presenza! Che bellezza è la tua presenza, o Signore!
«Accedite, illuminamini». «Accedite»: venite, avvicinatevi. «Illuminamini»: lasciatevi illuminare, avvolgere nella luce. Bellezza è lo splendore della verità, è la fiamma purissima dell’amore. È un mistero che stiamo celebrando, è l’eterna novità del mistero, la nuova eternità del mistero. L’Infinito non teme erosioni, non teme incrostazioni. L’Eterno non conosce stanchezza.
Il Salmo: «Sollevate, o porte, i vostri frontoni (gli architravi, il frontone d’ornamento sopra l’architrave). Alzatevi, porte antiche, ed entri il Re della gloria. Chi è questo Re della gloria? Il Signore forte e potente, il Signore potente nella battaglia. Chi è questo Re della gloria? Il Signore degli eserciti. Egli è il Re della gloria». Quasi un allarme… Allarme? Alle armi! Allarme. «Induite, accipite armaturam Dei», rivestitevi dell’armatura, delle armi di Dio.
Si celebra, nella Liturgia, il trionfo della vita e il trionfo della pace. Perché entri il Re della gloria nel trionfo della vita e della pace, «attollite» porte! «Attollite»: levate in alto. «Attollite» tradurrei anche: scardinate le porte perché entri il Re della gloria. Alzatevi, porte antiche, perché c’è qui la dimora eterna, la presenza dell’Eterno nel suo tempio santo e nella sua Liturgia.
«Terribilis est locus iste!». «È terribile questo luogo!» esclamava il Profeta, risvegliandosi dopo una visione. È terribile questo luogo! Terribile. Un commento di san Bernardo, al quale intendiamo rendere omaggio e venerazione nella sua celebrazione centenaria. «Terribilis est locus iste!». È terribile questo luogo. Quanti Angeli credi che ci siano, qui, alla presenza del Signore? Forse quante sono le persone presenti? Siete venuti per vedere o per credere? Li vedete questi Angeli? «Num ad videndum venistis aut ad credendum?». Siete venuti per vedere o per credere? Il credere è supervedere! «En stat post parietem». Egli sta dietro la parete: la parete dell’altare, la parete dell’Eucaristia, la parete del cuore. «Ipse audit et auditur». Egli ascolta ed è ascoltato da noi. «Audit orantes et erudit credentes», ascolta coloro che pregano ed erudisce, istruisce nella sua sapienza coloro che credono. «Erudit credentes». Egli ci solleva e ci colloca sulle cime altissime dell’infinito e ci inabissa nelle profondità dell’Eterno. «Terribilis est locus iste!».
«Beata pacis visio!». Oh, Gerusalemme! Oh, Gerusalemme! Che bellezza! Oh, Gerusalemme, famiglia santa, Chiesa santa! «Beata pacis visio!». Beata visione della pace!