OMELIE

Domenica fra l’Ottava del Natale - Festa della Santa Famiglia (27.12.1987)

Chiedo umilmente di entrare nella dimora della Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe. Ho bisogno di essere accompagnato da una guida esperta, e la guida esperta, oggi, che mi accompagna e ci accompagna è San Giovanni Evangelista. Oggi: liturgia domenicale, ma, in una dolce penombra natalizia, c’è San Giovanni Evangelista, di cui ricorrerebbe oggi la festa. Ci farà da guida lui. Ci aiuterà a vedere quello che non si può vedere. La casa è piccola, ma è più vasta dell’universo. C’è una povertà estrema, ma trabocca di infinite ricchezze. Chiederò di fare un’intervista, un’intervista… con chi? Con Gesù, Maria e Giuseppe.

Gesù e Maria mi rispondono, ma quando mi avvicino a Giuseppe, mi guarda quasi con un volto corrucciato e non mi risponde. Non so, non conosco nessuna parola di San Giuseppe. So che per stabilire un’equazione perfetta «Silentium et Joseph unum sunt». Giuseppe è silenzio e silenzio equivale a Giuseppe. E ci rispondono poi – Giuseppe con il suo silenzio, ma con un sorriso infinitamente dolce – a questa intervista. Ci rispondono: «Lasciateci vivere la vera vita».

San Giovanni Evangelista, nella sua splendida liturgia, oggi – e lo facciamo ad onore della liturgia domenicale questo intervento di San Giovanni – diciamo a lui: «Da sacramentum penetrare summum, quod docuisti speculando Verbum». Sono parole dell’inno all’Ufficio della Sacra Lezione. Ottienici, o Giovanni, di penetrare il sacramento, il sommo sacramento. «Da sacramentum penetrare summum, quod vidisti et docuisti speculando Verbum». «Speculando Verbum». Quanto hai dovuto salire, per poterlo vedere! In quale specola? In quale osservatorio? Hai posato il capo sul suo petto: un petto pieno al quale hai attinto quella Divina Sapienza che poi trabocca e come un fiume scorre e immerge nella grazia, nella pace e nella gioia l’intero universo.

Entro nella Famiglia, nella casa di Nazareth. Entro. So che la Trinità Beata ha voluto vivere la sua Famiglia (la prima Famiglia è proprio Lei, la Santissima Trinità), stabilire la sua dimora qui, in questo sacro recinto, in questo sacro speco, alla maniera benedettina. O in questo crudo sasso, alla maniera francescana, di Francesco. O, secondo il Cantico, entro in questo recinto chiuso e sigillato gelosamente. Qui c’è la Paternità Divina che si effonde sopra ogni paternità terrena. Qui c’è la Maternità Vergine che rende sacra e divina ogni maternità, consacrata o coniugale, nella famiglia cristiana. Qui c’è un Bimbo, un Bimbo Divino e ogni bambino è una nascita di Gesù Bambino, una incarnazione e una redenzione, una estensione e dilatazione in tutto il Corpo Mistico di Cristo, che è la Chiesa.

Lo dobbiamo ben sapere, in questa visione, che siamo in cammino verso la nuova terra e nuovi cieli.


Prima Lettura: Gen 15,1-6; 21,1-3
Salmo: Sal 104
Seconda Lettura: Eb 11,8.11-12.17-19
Vangelo: Lc 2,22-40