Solennità dell'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria (8.12.1986)
Tutto ciò che è semplice, è immutabile. Tutto ciò che è divino, è immutabile. Il semplice è divino e il divino è semplice. Questo per sentirci strettamente uniti alla Celebrazione Liturgica di ieri, alla Liturgia di domani, alla Liturgia di ogni tempo e di ogni luogo. Ciò che è divino è semplice. E ciò che è semplice è divino. E la Liturgia è semplice e divina: divina perché semplice e semplice perché divina. E tutto quello che diciamo di Lui, lo diciamo anche per Lei. E tutto quello che diciamo per Lei, lo diciamo anche di Lui. E tutto quello che diciamo di Lui, cioè di Gesù, e di Lei, cioè di Maria, lo diciamo per noi.
L’Apostolo dice: «Il Signore Gesù Cristo ha amato la sua Chiesa e per essa ha dato se stesso, perché fosse tutta bella e senza macchia». Quello che l’Apostolo dice della Chiesa, lo dice di Maria. Perciò con tutta verità e semplicità posso dire: il Signore Gesù Cristo ha amato la Chiesa, Maria – cioè la Madre della Chiesa – e per essa ha dato la sua vita, perché fosse tutta pura, santa e immacolata. La Chiesa in Maria è senza macchia. Perciò di Maria potete dire, con tutta verità: Maria è la Chiesa senza macchia. Tutti siamo fragilissimi… Lei, immune da ogni colpa. Perciò in Lei la Chiesa è senza macchia. E Maria è la Chiesa senza macchia.
Ancora l’Apostolo dice: «Dio benedetto» – il testo è della Liturgia di oggi – «Dio benedetto ci ha amati e ci ha chiamati a fare parte della sua famiglia come suoi figli «per ipsum», per mezzo di Lui, del Figlio suo». Posso dire con tutta verità: il Signore benedetto ci ha chiamati nella sua famiglia ad essere suoi figli «per ipsam», per mezzo di Maria. «È volontà del Signore benedetto – dice San Bernardo – che tutto quello che abbiamo, lo avessimo per mezzo di Maria».
Ma la parola santissima più bella la raccogliamo oggi dalla Divina Liturgia e dal Vangelo, quando l’angelo ha detto a Lei (e dice a voi… e dice a me): «Colui che nascerà in te è il Figlio di Dio». Lo dice a Lei. E per il mistero che abbiamo contemplato anche ieri, lo dice a ciascuno di voi, lo dice a me. Il mistero natalizio è il mistero della mia divina maternità! Sono figlio in Lui, il Figlio di Maria. Così che tutto avvenga «secundum Verbum». La Vergine Beatissima ha risposto all’angelo: «Fiat mihi secundum verbum tuum». Se avesse anche detto soltanto: «Fiat mihi secundum Verbum», che tutti i miei figli nascano alla maniera con cui è nato e porto nel mio grembo il Verbo Santissimo.
Oggi la Liturgia trasalisce di gioia! «Gaudens gaudebo!». «Gaudens gaudeo!». Sono pieno e trasalisco di gioia! E canto gloria a Lui. E canto poi a Lei: «I cieli e la terra per Lui sono pieni della tua gloria!». L’ho detto ancora. I cieli e la terra «pleni sunt pulchritudine tua, Maria!». I cieli e la terra sono pieni della tua bellezza!