LA NOTTE SANTA

LA NOTTE SANTA

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   Questa notte più soave di tutte le notti, anche se non è la più felice, essendo questa una prerogativa speciale della Notte Pasquale.

   È la notte del gaudio ancora contenuto nel secreto dell’anima, mentre nella Notte Pasquale esplode, da scuotere e far tremare la terra.

   È in grande festa la chiesa parrocchiale, dedicata al Natale di Gesù.

   Quella chiesa parrocchiale, che deve avere la precedenza, nel tuo affetto spirituale e nella elargizione dei tuoi beni, su tutte le chiese e su tutte le Opere.

   Non esagero, comprendimi: questo è il retto ordine della carità.

   È la tua chiesa parrocchiale che ti lega alla Cattedrale, come questa ti lega alla Chiesa, Madre tua.

  Se preferisci alla tua chiesa parrocchiale una chiesa sussidiaria o un’attra chiesa parrocchiale, saresti come colui, che vuol bene a tutti e disprezza la madre sua.

   Che sfama tutti e lascia morir di fame i suoi cari.

   Che alla mamma sua, forse perché priva d’una certa bellezza esteriore, ne preferisce un’altra, sia pur buona, ma che non potrà mai avere per lui l’affetto d’una vera mamma. L’affronto, poi, assumerebbe sproporzioni enormi se la preferenza, invece che alla propria mamma, ricca d’ogni bellezza e virtù, andasse ad una straniera qualsiasi.

   E non andiamo a sottilizzare sulla comodità, sulle tradizioni ed altre scuse che non giustificheranno giammai la pena inflitta al cuore dei propri Sacerdoti e la violazione di leggi precise della Chiesa.

   Ma dove sono andato a finire, parlando della Notte Natalizia?

   Accostiamoci al Verbo fatto carne.

   Vorrei scrivere cose infinitamente belle, mentre la penna è uno degli strumenti del mio martirio.

   D’altra parte, come potrei, farlo, se sono belle infinitamente?

   Mi farò aiutare da altri.

   Scrive il Faber sul suo “Betlemme” contemplando Gesù Bambino nel Presepio:

   “Quel Corpicino infantile, candido come un fiocco di neve in grembo all’inverno, quasi leggero come un fiocco di neve librato sulle fredde aure notturne, liscio come lo strato di neve, che il vento ha leggermente accumulato fuori delle mura di Betlemme, contiene in questo momento dentro di Sé, quasi fosse di rupe adamantina, i fuochi della luce beatifica, lo stupendo oceano della potente Visione, il gigantesco alternarsi di cose eterne, che vengono e vanno e vivono nella sua anima. Una Persona onnipotente ed infinita assidesi dentro quelle candide mura di carneo marmo, che non tremolano neppure sì meraviglioso Ospite”.

   E la raccomandazione di Suor M. della Trinità:

   “Quel Bambino, d’una bellezza perfetta, è tanto delicato! Nascondete la sua tenerezza e le sue grazie nell’intimo della vostra anima. Non L’esponete al tumulto del mondo. Per crescere ha bisogno di silenzio e di luce interiore. Il rumore Lo fa piangere. ParlateGli dolcemente, più con l’amore che con le parole.

   Egli dipende da voi; è povero. Per vestirLo, per nutrirLo, bisognerà che vi spogliate voi, che vi priviate voi. Ma Lo vedrete crescere… Tutto a un tratto, quando avrà raggiunta tutta la sua statura, scoprirete che non siete più voi che vivete, ma Lui che vive in voi”.

 

*

 

   Ora cantiamo, poiché questa è la Notte, in essi si sono sfiatati anche gli Angeli.

 

  Alle ore 23 suonano a concerto tutte le campane. È l’ora d’incamminarsi a Betlemme. Alle 23.30 si apre la chiesa e incominciano le dolci nenie natalizie.

 

   A mezzanotte: S. Messa solenne, con le parti proprie in gregoriano.

Messa a 3 v.p. di Cicognani – All’Offertorio: “Verbum caro” a 3 v.p. di Tosi.

Alla Comunione: “O Jesu vita mea” a 4 v.p. di Ett.

Alla fine: O dolcezza Gesù a 4 v.p. di Sanseverino.

 

   Nel Natale del Signore: ore 6: S. Messa dialogata; 8.30: S. Messa di devozione.

Ore 10.30: S. Messa solenne, come nella Notte.

Nel sacrificio di lode vespertino: ore 13.30: Funzioni solenni per i Piccoli, a classi   riunite.

Ore I4.30: Funzioni solenni per gli Adulti con Vespero, Magnificat in falsob. 4 v.p. e Discorso Natalizio – Tantum ergo a 3 v.p. di Magri – “Verbum caro” a 3 v.p.

Nel “Gaudete”, subito dopo le Sacre Funzioni, inaugurazione del Salone parrocchiale.

 

 

Don Luigi Bosio, LA NOTTE SANTA, «Cittadella Cristiana», Dicembre 1955, Anno VI, N. 67.