Liturgia solenne è soprattutto la S. Messa cantata.
Per una Comunità cristiana, è la S. Messa celebrata in canto dal Padre della Comunità, circondato e sostenuto dal coro di tutta la sua Famiglia spirituale.
Stare insieme così, dice il Salmista, è veramente uno stupendo spettacolo!
Dopo la lunga pausa estiva, ritorna finalmente questa Messa domenicale, impreziosita, secondo il desiderio della Chiesa e il bisogno delle nostre Anime, dalla soavissima melodia gregoriana.
La Messa dialogata, deve ora cedere il posto alla Liturgia cantata.
Chi non desidera di cantare, non conosce il tesoro della sua fede.
Ogni giorno la Chiesa, nella lode pubblica affidata ai sacerdoti e ai suoi figli più generosi, li invita e li obbliga non soltanto a recitare questa lode, ma a cantarla.
Possiamo, dare uno sguardo agli Inni del Breviario, propri a Mattutino e Laudi nei giorni della Settimana. È la liturgia delle ferie, la più semplice, forse la più bella; vi è compresa evidentemente anche la Domenica, primo e più completo giorno di vacanza con Dio.
Chi tra voi, per grazia segnalatissima, possiede il Breviario, non ha che da aprirlo e confrontare quanto stiamo dicendo.
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Nell’Inno del Mattutino domenicale si legge:
Voce concordi Domino canamus – dulciret hymnos.
Con voce concorde, cantiamo dolcemente inni al Signore.
Pensate che è l’Inno di Mattutino, recitato o cantato, cioè, nel colmo della notte.
Se voi scomponete la parola “concorde”, “con-corde” voi capite che dovete cantare con il cuore e con un solo cuore.
Ogni commento ne sciuperebbe la bellezza.
Nell’Inno delle Laudi: Canora voce precemur.
Preghiamo con voce canora, cioè cantando.
A Mattutino della Feria II (Lunedì): Te lingua primum concinat.
Cioè: nel nuovo giorno, la nostra lingua si sciolga primieramente per Te.
E “concinat”: si sciolga in canto.
A Mattutino della Feria III: Noctem canendo rumpimus.
Noi rompiamo la notte, cantando.
Rompere il silenzio della notte, non per gli schiamazzi ma per cantare le lodi a Dio, è agire nello spirito di Gesù.
Ripensate, in questo momento, all’incanto della Notte Natalizia e della beata Notte Pasquale; sentirete come prende vita questo “noctem canendo rumpimus”.
A Mattutino della Feria IV: Ad confitendum surgimus.
Noi ci alziamo per glorificare il Signore.
Qui, glorificare ha il senso di cantare.
Se poi non ci alziamo proprio a mezzanotte per cantare, basterà coricarci un po’ più tardi alla sera, o anticipare la levata del mattino.
Alle Laudi: Te, Christe, solum novimus – flendo et canendo quaesumus.
Conosciamo Te solo, o Cristo – Te cerchiamo piangendo e cantando.
È evidentemente un pianto, ch’è commozione e gaudio; non andrebbe, altrimenti, congiunto con il canto.
Com’è bello: mentre piangiamo, cantiamo!
A Mattutino di Giovedì (Feria V): Nos confitentes poscimus.
Quello di cui abbiamo bisogno, Te lo domandiamo inneggiando.
A Mattutino della Feria VI: Attende laudis canticum – quod excubantes psallimus.
Ascolta attentamente il cantico della nostra lode – quel cantico che noi – scesi dal letto durante la notte, rivolgiamo a Te, suonando la cetra.
Oggi, o questa notte, noi ci troviamo anche con una cetra in mano, per accompagnare il nostro cantico di lode.
A Mattutino del Sabato: Nostros pius cum canticis – fletus, benigne, suscipe.
Questa notte il canto sembra velato di mestizia: Nella Tua pietà accetta benigno, o Signore, i nostri gemiti, mescolati ai cantici.
Alle Laudi: Ut mane, quod nos ultimum – hic deprecamur cernui, cum luce nobis effluat – hoc dum canore concrepat.
Magnifica preghiera! Il mattino dell’ingresso nella visione della S. Trinità, ci trovi inondati di luce e con le labbra come oggi esultanti nel canto.
Sarebbe l’esame definitivo di canto, indispensabile per essere ammessi in quella Sede celeste, che risuona di laudi perenni.
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Leggete questa pagina dell’Arcivescovo di Genova, prima di passare al programma musicale, che andrà in vigore con la Prima Domenica di Avvento.
“Il Tempio ha assoluto bisogno del canto. Il canto è lo sfondo di tutto. Tra gli elementi umani, capaci di influire religiosamente sull’anima dei fedeli, esso è forse il maggiore. II canto non è mugolio, borbottio, fischio, stramberia rumorosa; è canto!
Non curarlo, è abbandonare la Casa di Dio al grigiore e – moltissime volte – al ridicolo.
Solo pochissime grandi Chiese possono oggi permettersi il lusso di avere cantorie di professionisti retribuiti e questo quasi mai abitualmente.
Dunque il problema va coraggiosamente risolto col concorso popolare.
Ci sono molte cantorie femminili. Dio le benedica! Se non fosse per esse molte Chiese avrebbero taciuto e non avrebbero più risuonato – salvo alle feste patronali – che di mal connessi canti affidati al caso e di qualche asmatico strillo. Delle cantorie femminili bisogna parlare con profonda gratitudine.
Però è ora di riportare a cantare in Chiesa anche gli uomini.
Dove ci si riesce subito tanto meglio.
Dove non ci si riesce ed anche dove ci si riesce – dovendosi pure cominciare dai piccoli per avviarli – si deve decisamente puntare sui “Pueri Cantores”.
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Ci lusinghiamo che il seguente programma liturgico-musicale venga esposto in un luogo della casa, per essere consultato comodamente ogni sabato sera, o vigilia di Festa.
27 Novembre: Prima Domenica d’Avvento.
Asperges – Parti proprie in tono recto – Messa XVII e Credo IV.
Mottetto alla Comunione: Jesu, dulcis memoria (325). Alla fine: Rorate (427).
Nell’Ora vespertina: Scuola di canto, in preparazione al Natale. Catechismo agli Adulti.
Vestizione nuovi Chierichetti e Cantorini.
Dopo la Benedizione Eucaristica: Rorate.
4 Dicembre: II Domenica d’Avvento.
Asperges ecc. c. s. – Credo III.
Mottetto alla Comunione: Laeva ejus e Laudate Dominum – Alla fine: Regem venturum.
8 Dicembre: Immacolata.
Ore 6: S. Messa parrocchiale cantata.
Parti proprie in gregoriano – Messa giubilare di Roussel a 3 v.p.
Alla Comunione: Magnificat in falsob. a 4 v.p. di Perosi. – Alla fine: Tota pulchra.
Nell’Ora dell’incenso: Vespero, discorso dell’Immacolata, solenne Benedizione Euc.
Tantum ergo di Casimiri a 3 v.p. – Magnificat a 4 v.p.
Benedizione e distribuzione delle Tessere di Azione Cattolica.
11 Dicembre: Domenica III d’Avvento “Gaudete”.
Asperges ecc. – Credo IV.
Alla Comunione: Ubi charitas – Alla fine: Introito della Messa “Gaudete”.
Nel pomeriggio: Inaugurazione religiosa del “Gaudete”: programma a parte.
18 Dicembre: Domenica IV d’Avvento.
Asperges ecc. – Credo III.
Alla Comunione: O quam amabilis (309-379) – Alla fine: In notte placida.
Nell’Ora Vespertina: Scuola di canto – Canzoncina finale: Andiamo al Presepe.
Don Luigi Bosio, LITURGIA SOLENNE, «Cittadella Cristiana», Dicembre 1955, Anno VI, N. 67.