LO ZELO PER LA CASA DEL SIGNORE

LO ZELO PER LA CASA DEL SIGNORE

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   Ho sotto gli occhi una Lettera Pastorale del Cardinale di Genova, sul decoro della Casa del Signore. Ne trascrivo qualche parte ad incoraggiamento e conforto di quanti ricercano lo splendore del tempio divino ed hanno una vera passione di zelo verso la propria chiesa parrocchiale.

   Ecco l’insegnamento prezioso.

 

   “Le pietre delle chiese hanno una vita.

   La chiesa è un edificio vivente.

   La chiesa è l’ambiente naturale della famiglia di Dio.

   Il tempio è il simbolo della Città Superna.

   Primo ornamento d’una chiesa è l’ordine e il nitore, che devono trasparire in tutto. Frutto di questo nitore, l’abbandono di certi ornati (drappi, luminarie ecc.) dispendiosi e indecorosi, per concentrare piuttosto le forze a creare, in un punto particolare, qualche vera opera d’arte.

   A Dio si deve offrire l’ottimo”.

 

   Ci permettiamo un po’ di commento alle parole dell’Em.mo Cardinale.

   Le pietre delle chiese hanno una vita: basti dire, che son frutto di fede e di carità.

   La chiesa è un edificio vivente: il tempio di Dio, dice l’Apostolo, siete voi.

   Sei tu stesso, o Dio, che innalzi per te sulla terra e nel Cielo un’abitazione fatta con le pietre vive scelte dei Tuoi fedeli (S. Liturgia). Altrimenti, a che cosa servirebbe la costruzione materiale? Non eserciterebbe alcuna attrattiva, e verrebbe circondata di disinteresse e d’indifferenza.

   La chiesa è l’ambiente naturale della famiglia di Dio: il luogo sacro, cioè, dove si celebra il sacrificio della Messa, quello che nella Settimana liturgica di Bologna, ricordata sopra, è stato definito: La Liturgia della famiglia di Dio.

   “Famiglia di Dio” vi chiama il sacerdote nei momenti più sublimi della Messa: prima e dopo la Consacrazione.

   “Famiglia di Dio” stretta in intorno alla Messa; non figli di nessuno, non ospiti o pellegrini.

   Il tempio è il simbolo della Città Superna.

  Devo rimandarvi alla Messa “Terribile”; rileggetene l’Epistola e baciate la pagina santa. Chi ha il Breviario, contempli la bellezza degli Inni della Dedicazione.

   Primo ornamento d’una chiesa sono l’ordine e il nitore.

   A cominciare dagli atrii del Signore.

   Quando vedi un rifiuto di carta sul sagrato, raccoglilo. Compi una grande cosa! Nell’interno della chiesa rispetta le sedie, le pareti, i fogli della Messa e del Vespero. Sono tutti atti di culto!

   Abbandonate certi ornati dispendiosi e indecorosi, e concentrate piuttosto le forze a creare, in un punto particolare, qualche vera opera d’arte.

  Ritorna, come in pio pellegrinaggio, alla tua chiesa parrocchiale: riposati all’ombra del Ciborio; accanto alla Madre divina; visita la Cappella dell’acqua e quella del Fuoco. Rimane ancora un angolo oscuro, la tua fede e la tua carità non tarderanno ad illuminarlo.

   A Dio si deve offrire l’ottimo.

   E le case per i poveri? E i Patronati per la Gioventù?

  Io so soltanto che intorno alla Casa del Signore è tutta una fioritura di linde casette; come sta sorgendo, in semplicità, un edificio, che deve essere come l’incarnazione del gaudio d’una Comunità cristiana.

   Ma tutto in funzione di utilità e di corollario, non di necessità e di principio assoluto.

   Prima il Regno di Dio.

   A Dio, tutto ciò che è ottimo. Il resto viene in soprappiù, sempre fecondo della stessa fecondità di Dio.

 

 

Don Luigi Bosio, LO ZELO PER LA CASA DEL SIGNORE, «Cittadella Cristiana», Novembre 1955, Anno VI, N. 66.