CANTATE

CANTATE

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    Quando vi scuoterete dal torpore, in modo da poterci finalmente procurare la soddisfazione di sentirvi tutti cantare? Mentre rinnoviamo qui pubblicamente un ringraziamento ai cari Fanciulli cantori ed ai Cantori della schola, che partecipano assidui e volonterosi ai sacrifici delle lunghe prove, necessarie per la preparazione dei canti, che poi eseguiscono con sì delicata comprensione, ci teniamo a dichiarare che la soddisfazione maggiore noi l’aspettiamo dal canto collettivo della Comunità, sia pur preceduta e sostenuta dai Cantori.

    Cantate! Fate vedere che amate la vostra fede. Poiché chi ama, canta. Perché non aprite bocca? Come fate a non lasciarvi afferrare il cuore dalla bellezza dei canti della Chiesa, per poi sentirvi portati a pregare più fervorosamente, a piangere dalla commozione e dalla dolcezza?

    Cantate! Fate vedere che servite il Signore con gioia. Poiché il canto è la preghiera in veste di festa. Nei canti della Chiesa, dice S. Bernardo, le anime tristi trovano la gioia, gli spiriti affaticati il sollievo, i tiepidi un inizio di fervore, i peccatori un’attrattiva alla compunzione. Ricordate quanto scrisse S. Agostino: quante lagrime, o Signore; ho sparso ascoltando i vostri inni e i vostri canti!

 

 

Don Luigi Bosio, CANTATE, «Parrocchia della Natività», Dicembre 1950, Anno I, N. 7.