Audistis in terris Deum, in caelis hominem sacramento incomprehensibili collocari. Audistis inaudita ratione in uno corpore Deum hominem minceri. (S. Lit.)
L’avete udito l’incomprensibile mistero? È sceso Dio sulla terra, perché l’uomo potesse essere collocato nei cieli!
”Inaudita ratione”! Come rimane smarrita, sconcertata la ragione! Cosa inaudita! Come si possono conciliare i termini d’un simile ragionamento: Un Dio fatto Uomo; un Uomo ch’è Dio? E l’uomo, il piccolo uomo che sale fino a Dio e s’inabissa in Lui?
Ora, è proprio questo Natale. Non il sentimento, o sentimentalismo, che languisce davanti al Presepio e all’immagine d’un grazioso Bambino adagiato nella mangiatoia; e nemmeno la commozione, che ci prende nel fasto delle cerimonie e nella soavità dei canti natalizi della Notte santa; Natale è un messaggio di vita divina, portato a noi dagli Angeli e a noi applicato dal Verbo, dall’Unigenito del Padre nella sua Incarnazione.
Mistero certamente incomprensibile!
Incredibile, dunque?
Credibilissimo anzi, per l’onnipotenza e misericordia di Chi lo compie, e per la misera condizione, di chi lo riceve in fede ed umiltà. Incredibile piuttosto, che si risponda a tanto amore con la freddezza ed ingratitudine dei beneficati.
Voi sapete bene che non si può arrivare con un solo balzo sulla cima d’un’alta montagna; come sapete bene che non si raccoglie, dove non si semina. (Potreste qui ricordare l’affannosa semina di quest’anno; affannosa specialmente per il mio cuore sacerdotale. Non so come potrà essere il raccolto in Giugno; certo io non vedo chiaro nei registri del Signore…!).
Più che legge di natura è legge soprannaturale che, nell’ordine della grazia, non dà diritto di raccogliere se non a colui, che semina con fede semplice, con sudori e con una pioggia di preghiere e di vita sacramentale. Il senso chiarissimo delle mie parole è questo: A Betlemme non s’entra, che attraverso le porte dell’Avvento: quattro porte, quattro settimane con un’austera vigilia in digiuno ed astinenza. Quasi a dire, che nella santa Grotta non potremo entrare, se non rivestiti dell’estrema povertà degli Ospiti, che vi hanno trovato amabile rifugio nell’adorazione dei disegni divini.
Venite alla Messa domenicale, parrocchiale e cantata. Messa parrocchiale, perché celebrata per voi, per la Parrocchia, per la Comunità, da colui, che per vocazione e per ubbidienza vi ama con un cuore di padre. Fate che sia la Messa propria della Comunità, celebrata da me e da voi. Comprendete se dico che la Messa parrocchiale è tanto celebrata per voi, quanto voi la celebrate per me?
Prestiamo ossequio alla volontà della Chiesa. Se essa vuole cantare, corriamo alla Messa cantata e lasciamola cantare nel nostro cuore, con la nostra voce.
Le difficoltà dell’ora mattutina e del freddo scioglietele negli ardori dell’attesa di Colui, che intraprende un cammino molto più lungo e faticoso per arrivare fino a voi: parte dall’eternità e dall’infinito.
LEVATE CAPITA VESTRA. Fissate i Cieli, che stanno per aprirsi. Ci sentiamo umiliati nel pensare a tutte le ore del giorno e della notte, che vanno disperse nel piacere e negli affari, senza un punto d’appoggio nello spirito e nell’eterno.
LA NOVENA NATALIZIA darà gli ultimi ritocchi alla dimora del Verbo nel tuo cuore. Non lo si ripete mai abbastanza: Natale è il mistero della tua rinascita in Gesù.
Dal 16 Dicembre, ogni giorno, alle ore 6: S. Messa e fervorino del Padre Predicatore; alle ore 18: canti liturgici natalizi, discorso e Benedizione Eucaristica.
Meglio se per le ore 6 avessi detto: S. Messa con la tua Comunione. Prova comunicarti per nove giorni, e sentirai quanto son piccole tutte le creature, quanto è meschino tutto ciò che è umano, e quanto è grande, e delizioso e ineffabile ciò che è divino.
Accenniamo ora a quello, che vorrei quasi definire: il problema delle Confessioni.
Si potrebbe chiamare il Confessionale: “Paradisus deliciarum” e “Calvariae locus”: Paradiso e Calvario. Cerca di comprendermi, perché sarà, come lo vuoi tu; come tu vuoi renderlo al Sacerdote. La buona confessione è un duplice Paradiso: per il Confessore e per te; la cattiva confessione, un duplice Calvario.
Disponi le tue cose per tempo. Hai tutto l’Avvento, la Novena e come ultimo rifugio, la Vigilia. Hai comodità di Confessori: tre durante la Novena, quattro alla Vigilia. Nella Notte Natalizia tutti siamo intenti alla solenne celebrazione della Messa. Nessuno può stare contemporaneamente in due contrastanti occupazioni: studiare e giocare, ad esempio; dormire e passeggiare. E poi la Confessione non è cosa d’un minuto, e tanto meno un passatempo od uno scherzo!
I fanciulli vengano a confessarsi il Mercoledì 23 dalle ore 7 in poi; le fanciulle, nel pomeriggio dello stesso giorno alle ore 14.30.
Alle ore 20 della Vigilia, i Sacerdoti chiedono un po’ di respiro e di raccoglimento. Consumeranno in fraterna letizia la cena vigiliare, poi scenderanno in chiesa a predisporre tutto in ordine per la celebrazione notturna. Nella tua casa attendi con santa impazienza, che squillino le campane e incamminati frettoloso verso Betlemme, con lo stesso spirito di Maria e di Giuseppe, con lo stesso giubilo degli Angeli e con la Pietà dei Pastori.
Alle 23.30 si aprono le porte della Chiesa e incominciano i canti natalizi.
Ai bimbi, ai carissimi bimbi, è rigorosamente prescritto di venire accompagnati, altrimenti un altr’anno ci potrebbero costringere a vietarne in modo assoluto la presenza. I motivi sono evidenti.
Durante la Messa solenne, eseguite con attenzione e divozione le cerimonie, che vi spettano di regola e di diritto: in generale rimanete in piedi, e rispondete in coro, almeno ai saluti e alle orazioni del Celebrante. Quando arriveremo alla Messa natalizia, cantata da tutta la Comunità nella purissima melodia gregoriana? Il Programma offerto dalla “Schola”, per quanto attraente, non ci soddisfa pienamente.
Al Vangelo della Messa vi trasmetterò, dalla stazione del cuore, il Messaggio natalizio di Gesù; pregate perché le mie labbra, più del firmamento, delle colline e delle montagne, stillino miele in lode del Redentore dolcissimo.
AL TERMINE DELLA CELEBRAZIONE EUCARISTICA, DIRIGI I TUOI PASSI AL CONFERMATORIO.
Saranno attimi di intensa commozione, durante i quali mi udirai balbettare l’umile ringraziamento a Dio e la più viva riconoscenza ad ogni benefattore. La soddisfazione di quella Notte e la perfezione di quell’opera ripagheranno ogni sacrificio.
Nel ritorno al tuo focolare, ancor ardente del ceppo, che prolungherà la sua veglia fino al mattino, forse troverai, preparata dalla delicatezza cristiana della mamma, una tazzina di latte ben zuccherato, con un cucchiaino di burro e di miele… Poi nel sonno continuerai il tuo sogno!
Non dispiacerà trovare qui elencati i canti, che saranno eseguiti nella Notte Santa e nella Festa del Natale.
NELLA NOTTE: Canti eseguiti a cori alternati della “Schola” e della Comunità:
Regem venturum con l’invitatorio e il Rorate caeli.
A MEZZANOTTE: S. Messa solenne: Messa a 3 v.p. di Refice “In hon. S. Ed. R.” Le parti proprie in gregoriano.
All’offertorio: “Hac nocte” di Magri a 4 voci uguali.
Alla Comunione: “Jesu, dulcis memoria” melodia gregoriana alternata con canto a
3 v.p.. di Mitterer, eseguito dalla “Schola”. “Ubi caritas”: melodia gregoriana.
Subito dopo la S. Messa, mentre la Comunità si dispone intorno al Confermatorio,
verrà eseguito il “Venite, adoriamo” ad una voce e coro.
Dopo la Presentazione del dono, i Cantori eseguiranno l’Alleluja inciso sulla parete
del Confermatorio.
LA MESSA DELL’AURORA, alle ore 6, sarà dialogata.
LA MESSA DEL GIORNO, alle ore 10, sarà cantata; per i Mottetti si ripeterà il
programma della Notte, con la Prima Pontificale del Perosi.
NEL POMERIGGIO: alle ore 13.30: solenni Funzioni per i Piccoli, a classi riunite.
Alle 14.30: Solenni Funzioni per gli Adulti, con Vespero natalizio, meditazione del
Mistero; “O dolcezza Gesù” a 4 v.p. – “Tantum ergo” di Perosi a 3 v.p. – Benedizione
Eucaristica e “Venite, adoriamo” a 1 v. e coro.
Alle ore 16, nel Teatro Comunale (g.c.) seguirà un trattenimento natalizio-mariano, che avrà come numero principale una bella “Fantasia natalizia” presentata dalla nostra Filodrammatica; seguiranno cori e bozzetti, di cui daremo, a suo tempo, programma completo su foglietti volanti e su manifesti murali.
Don Luigi Bosio, PREPARIAMOCI AL NATALE, «Cittadella Cristiana», Dicembre 1953, Anno IV, N. 43.