«Tu credis in Filium Dei?
Quis est, Domine, ut credam in eum?
Vidisti eum, et qui loquitur tecum, ipse est».
* Il grande Scrutinio.
* «Distruggete questo tempio…».
* Il nuovissimo tempio non in questo o quel luogo… (Samaritana) ma il Corpo di Cristo, che trae a sé tutti gli uomini e ne fa le sue membra.
Il tempio è l’umanità, nella quale sussiste la Persona del Verbo.
* Il luogo di Dio non è che Dio.
Il luogo è Dio stesso: Egli non dimora che in Sé;
non vi è altro luogo che lo raccolga, che lo comprenda, nel quale Egli abiti,
se non la solitudine infinita del suo essere.
Non si può andare oltre l’immutabile, oltre l’eterno.
* Il primato della contemplazione.
* La realizzazione umana è tanto più grande, quanto più l’anima dipende dalla visione di Dio.
* L’efficacia dell’uomo è misurata dalla perfezione della Contemplazione, poiché l’efficacia umana non è creatrice di valori, ma realizzatrice di Dio.
* L’uomo non potrà eseguire che quello che avrà contemplato: così la contemplazione di Dio realizzerà una presenza di Dio nell’uomo, farà l’uomo simile a Lui. «Contemplando il Verbo ci trasformiamo di gloria in gloria nella sua stessa immagine per lo Spirito del Signore».
Non potrà durare, che quello che è frutto d’umiltà.
Quello, che avremo compiuto in Lui.
O meglio: quello, che Egli ha compiuto in noi.
Don Luigi Bosio, Feria IV dopo la Dom. IV di Quaresima. «Statio ad S. Mariam in itinere». 8 Marzo 1967, «Jerusalem Nova», Febbraio – Marzo 1967, Anno XVIII, N. 18-2 (179-2).