IL SIGNORE VUOLE INTRODURVI IN UNA TERRA DOVE SCORRONO FIUMI DI LATTE E MIELE

IL SIGNORE VUOLE INTRODURVI IN UNA TERRA DOVE SCORRONO FIUMI DI LATTE E MIELE

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     II 4 Marzo, IV Domenica di Quaresima, incomincia il tempo utile per l’adempimento del Precetto pasquale. Usate bene della larghezza della Chiesa, senza aspettare gli ultimi giorni. Se venite presto. godrete di tutte le comodità che vi offrono le mattine ordinarie, nelle quali il Sacerdote vi può accogliere e trattenere con più largo respiro di tempo e di cuore. Tenete presente che questo Sacramento della Confessione incide più profondamente degli altri nell’anima sacerdotale, facendola dolcemente sanguinare. Ufficio del Sacerdote è prendere il Sangue divino di Gesù crocifisso per trasmetterlo alle anime. Che cosa passi nel Sacerdote mentre il Sangue di Gesù gli scorre nelle vene, nessuno lo può dire. Ogni assoluzione è per lui come una trafittura di spada, dalla quale il penitente attinge la salvezza. La grazia propria del suo santo Ministero e le vostre buone disposizioni lo compenseranno di ogni fatica, alleggeriranno e gli faranno desiderare quest’intima angoscia.

     Le buone disposizioni si potrebbero compendiare in una sola: avere un cuore contrito. Nella preparazione, aiutatevi con un buon libro di devozione: il vostro, o quello della mamma o della sposa. Sarete di buon esempio ai piccoli, che ascoltano le prediche con gli occhi.

     Ed ora che cosa triste devo dire? Se non vi sentite preparati, aspettate ancora! Non si deve venire soltanto per le insistenze dei familiari, senza il proposito di corrispondere meglio alla grazia del Signore. Vi aggravereste la coscienza di sacrilegio.

     Scendiamo alla pratica: che cosa gioverebbe la confessione per un abituato al cinema, se non promette di scegliere films che siano visibili?

     Che cosa gioverebbe la confessione se sulla porta di casa c’è questa scritta di morte: via di qui la Provvidenza? Alla vita è proibito passare di qui? E tutto è stato calcolato freddamente. La vita fisica può venire sostituita solo dalla santa continenza.

     Vi saranno anche quest’anno delle pecorelle, che non torneranno al gregge? Se non tornano neppure con tutte le porte della grazia, aperte dal S. Giubileo, quando torneranno?

     Dovranno anche quest’anno i vostri Sacerdoti bagnare la soglia di qualche casa con le lagrime, senza entrare? Perché? Come potete continuare a vivere orfani? Non siete stati battezzati, educati cristianamente? Non ricordate più le gioie semplici della vostra infanzia? Non sentite come scricchiola la vostra casa? Le affettuosissime braccia della Madre divina tutti, tutti vi stringano e vi facciano trasalire di gioia nei santi giorni pasquali.

Ritiri Pasquali.

     Nei giorni 13, 14 e 15 Marzo le Madri e Spose cristiane sono invitate al loro Ritiro annuale, celebrato nel Santuario della Madonna. Più di ogni altro tempo dell’anno esse rientreranno nel silenzio della cella interiore, per sentirsi più a contatto con l’Ospite divino. Ricordate di rinnovare la vostra iscrizione alla Confraternita. Sulla Pagellina d’iscrizione rileggerete di tanto in tanto quello che è come il vostro programma spirituale di tutto l’anno.

     L’orario del ritiro è il seguente: alle ore 5,30 celebrazione della S. Messa e Meditazione; alle 14,30 Istruzione e Benedizione Eucaristica

     Ci sta molto a cuore che anche i giovani e gli uomini compiano bene i loro doveri religiosi; per questo avranno anche essi il loro Ritiro in preparazione alla Pasqua. Si aprirà la sera del Venerdì 16 Marzo e si chiuderà il Lunedì 19. L’orario del Ritiro sarà comunicato negli avvisi in Chiesa. Intanto date uno sguardo al calendario liturgico: vi raccoglierete più da vicino al Signore in giorni quanto mai adatti: Venerdì e Sabato di Passione, Domenica delle Palme, Lunedi santo di precetto festivo per la ricorrenza del vostro speciale Patrono S. Giuseppe.

Resurrexi !

     Sono risorto! Gesù l’ha intonato solenne questo canto, balzando dal sepolcro nel giorno di Pasqua. Ma oggi la Liturgia, nella prima parola della Messa, lo mette sulle mie labbra: Eccomi risorto! Veramente? Sì, se durante la Quaresima ho digiunato con Gesù, se l’altro giorno sono stato crocifisso con Lui.

     O Gesù, fa ch’io non dimentichi mai che la mia redenzione viene dalla Tua croce e dalla mia crocifissione. Vedi, Gesù: ho proprio paura che il mondo me lo faccia dimenticare, perché non vuole accettare la legge del dolore, non solo, ma non vuol nemmeno sentir parlare della Tua Croce.

     La Pasqua è il centro della Liturgia; della Creazione; della Storia. È la festa della mia redenzione; è l’anniversario solenne del mio Battesimo.

     Quest’anno poi, in uno stesso giorno il Verbo Divino scende dall’altare eterno per salire sull’altare della Vergine (ricorre oggi l’Annunciazione di Maria) e da questo ascende sull’altare della croce e della gloria.

     Sarebbe un’imperdonabile dimenticanza se non ricordassi che oggi ricorre anche l’anniversario della consacrazione del mio altare maggiore; di quell’altare che i miei occhi non si saziano di contemplare, non tanto per la sua magnificenza artistica, quanto soprattutto perché esso è per me Gesù stesso; è il seno del Padre; è il seno della Vergine; è il Calvario; è la Croce.

     Prima della benedizione Eucaristica, vedrò accendersi il fuoco su quell’altare e lo vedrò tutto avvolto nelle fiamme. Lo Spirito Santo verrà a rinnovarne la consacrazione e a consumarci nella nostra offerta. Terminata la Funzione, se potrò mi accosterò a toccarlo, come fosse la più santa delle Reliquie e vi stamperò il bacio della mia adorazione. So che stamperò il bacio sulla fronte di Gesù.

Rallegrati, o cittadella cristiana.

     La gioia della Risurrezione deve trasparire anche al di fuori. Il Lunedi di Pasqua è ormai caratterizzato dalla nota gaia dei giochi, nei quali si esibiranno i nostri giovani nel cortile dell’Oratorio parrocchiale.

     È la festa della giovinezza e vi partecipano di diritto anche i più anziani. È festa di giovinezza perché tutti ci ritroviamo rinati nel Fonte pasquale, tutti siamo rifatti bambini, buoni, semplici, pieni di giovanile baldanza; agili e candidi come gli agnellini; veloci e arditi come le aquile.

     Vogliamo poi, con la nostra festa esterna, dare una virata di bordo al Battello, buttandolo finalmente alla deriva! Nessuno si metta nel rischio d’essere travolto dalle acque limacciose dell’Alpone. Ci siamo capiti?

 

 

Don Luigi Bosio, Il Signore vuole introdurvi in una terra dove scorrono fiumi di latte e miele, «Cittadella Cristiana», Marzo 1951, Anno II, N. 10.