Ritornando, con il ricordo, a Maggio, ci sembra ancora di sognare.
Ci troviamo in un giardino di delizie, irrorato da una pioggia di grazie.
Se scriviamo secondo verità, chiedetelo ai fedeli di Zerpa, di Bionde, di Moneta e della Bova; a quanti hanno frequentato il “Fioretto”, in chiesa parrocchiale ed al Santuario.
Come possiamo descrivere questa “Cittadella”?
Quattro eserciti, in armi, la difendono ai posti di confine.
Forse, da una parte, l’avversario ha segnato un’infiltrazione di forze.
Vigilate, perché siete circondati da un pericoloso agguato.
Impugnate lo scudo della fede. “Che mi potrà giovare il possesso del mondo, se viene compromesso il mio onore cristiano?”.
Voi dite, che difendete i vostri diritti.
E i diritti di Dio?
Nel centro, la torre di comando.
Ai piedi della torre, una Sentinella fedelissima; la Celeste Regina, cioè, che dal suo Santuario scruta le mosse del nemico e guida gli eserciti alla vittoria.
In tutti i “Fioretti” la frequenza e la devozione sono stati veramente edificanti, forse ancor più dell’Anno Mariano. Certo, anche questo è un frutto dell’Anno Mariano.
Ma ci vogliamo soprattutto compiacere nuovamente con i Fanciulli, ripensando in modo particolare alla loro “Piccola Missione”.
Cediamo volentieri la penna a loro. Sono tratti di lettere, indirizzate in omaggio alla Madonna.
“Mamma e Regina bellissima, sono molto contento che Tu sia la mia Mamma, perché la più bella e più buona di tutte; e niente è più bello, né sulla terra e nemmeno in Cielo, di Te.
Son molto felice d’essere il tuo bambino; lo sarò ancor più quando più Ti rassomiglierò.
Fammi più lucente nell’anima, più buono con tutti. Aprimi gli occhi, perché Ti veda”. (D. A.)
“Apri i miei occhietti in una luce piena della tua grazia. Aiuta i miei Sacerdoti, perché siano forti nel dolore. Abbi tanta pietà, o Mamma Celeste, dei nostri fratelli perseguitati, che nel lontano silenzio pregano e piangono”. (P. A.)
“La cosa ch’io desidero di più è che Tu ci salvi tutti dal peccato. Come sarei felice se Tu mi apparissi come ai tre pastorelli di Fatima!”. (F. B.)
“Madonnina cara, dammi Gesù, perché me Lo possa stringere al cuore”. (V. MT.)
“Madonnina dolcissima, tienimi sempre come la tua bambina prediletta. Fa che le mie manine tocchino solo te; che i miei occhietti vedano solo Te; che il mio cuore ami solo Te; che la mia bocca canti solo a Te”. (V. C.)
“Cara Mamma, la grazia che Ti chiedo è quella di crescere come un giglio, dritto e senza tempesta, sempre difeso dal tuo manto d’oro”. (G. L.)
“Il pregare e il pensare a Te mi è cosa sempre tanto dolce. Per questo, non lasciai passare un sol giorno del tuo bel Mese, specie della Piccola Missione, senza offrirti un segno del mio amore ed invocando la tua materna protezione sopra di me, sopra i miei Genitori, i Superiori e per tutti coloro, in particolare, che nella parrocchia, sono lontani da Te e dal tuo Gesù. Sii me, o Madre, come il bel sole di primavera, che dona alle piante fiori e frutti. Guidami nelle vie del Signore, perché trovi Gesù, che continuamente cerco. Possedendo il dono della fede penso spesso, o mia Celeste Mammina, che c’è un Inferno per i cattivi ed un Paradiso per i buoni. Se tutti comprendessero questo e cercassero di acquistare le grandi gioie del Paradiso! Benedicimi. Tuo dev.mo figliolino”. B. T.
I propositi di D. L. “Ti prometto, cara Mammina bella, d’essere quasi sempre buono”.
I desideri di B. M. ‘”Fammi morire presto, perché voglio venire in Paradiso a giocare con il Tuo Bambino”.
La sensibilità di G. A. “Quando sento un uomo cattivo, che bestemmia, il mio cuore piange. Tu sei la Mamma più grande di tutto il mondo”.
Il giuramento di B. F. “Ti giuro che pregherò tanto, perché possano convertirsi quei cattivi, che hanno chiuso tanti Sacerdoti e Vescovi nelle Chiese del Silenzio”.
La preghiera di R. A. “Concedi a me tutte quelle delizie di bimba, che, sognando Dio desidero”.
Le sofferenze di B. A. “Mamma mia celeste, ti prego di volermi aiutare. Tu sai che mi manca il babbo, e che una famiglia senza capo è come una nave senza timoniere. Dolce Mamma, sorreggi e guida Tu la mia famiglia. Con il tuo aiuto giungerò al porto eterno, dove il babbo mi attende. Consola la mia mamma e proteggi i miei fratellini. Ti do molti baci; portane uno anche al mio babbo”.
Chiudiamo con una preghiera di B. D. “O Maria, tu che sai premiare i buoni, perdona anche ai cattivi. Evita dispiaceri e sventure alla mia famiglia ed alla parrocchia. Fa ricca di frumento e di frutti questa terra benedetta, che mani callose arano, seminano, coltivano ed amano. Tu, Santa fra le sante, effondi gioia sopra tutti, affinché troppe lagrime non bagnino le gote.
Al Signore ed a Te, Mammina cara, tutte le mie preghiere del mattino e della sera, e grazie anticipate per i felici giorni e le riposanti notti, che vorrai concedermi”.
Spero che le citazioni non abbiano stancato. Se vi avessero strappato una lagrima di commozione, non sarebbe stato certo segno di debolezza.
Un grazie affettuosissimo a tutti i fanciulli; anche della generosa offerta (17.000 lire) per il sacerdote più povero della Diocesi; della stima e venerazione dimostrata verso i Ministri del Signore. Grazie della pioggia di fiori e di fioretti.
La Madre divina vi sorrida, vi accolga nelle sue braccia e vi difenda da ogni pericolo, stringendovi al suo Cuore in un gesto di tenerissima benedizione. Essa vi ricordi, come vi abbiamo insegnato, che portate in capo una corona regale; o meglio, due corone regali: quella d’argento battesimale, e quella d’oro della Cresima. Un urto, un solo urto, il peccato grave, basterebbe a rovesciarvi dal trono e a gettare nel fango le fulgide corone.
Ricordate che siete figli d’una grande Regina, e piccoli amici e veri fratellini d’un gran Re.
Don Luigi Bosio, RITORNO A MAGGIO, «Cittadella Cristiana», Luglio 1955, Anno VI, N. 62.