“Non dimenticatevi, diletti figli, non dimenticatevi, ripetiamo, di coloro che languiscono miseramente in prigionia, nelle carceri, nei campi di concentramento. Tra di essi si trovano, come sapete, anche Vescovi… L’appello del S. Padre risuonava accorato già nel Settembre del 1951, ma quante volte, da allora, Egli ha invitato a pregare per quella ch’Egli ha definito “la Chiesa del silenzio!”.
Per la Chiesa costretta al silenzio! Ma la voce del sangue dei fratelli martiri giunge fino a noi, nonostante le pareti, i rumori e le convulsioni del mondo.
Che amara constatazione, però: “Il mondo intelligente d’oggi bada più ad una partita di calcio, che non alla schiera numerosa di eroi, che muoiono per la fede!”.
Sembra che la coppa della divina giustizia sia colma: “Lo vedete voi un segno di vera penitenza nella vita dei popoli? Sofferenze sì e spasimanti, ma insieme con esse la provocazione d’un mondo oscenamente gaudente”.
E i richiami, i gemiti della Madre divina? “Pregate e fate penitenza!”.
Corriamo, dunque, in soccorso della Madre, che piange sopra una moltitudine di suoi figli prediletti ed oppressi: Vescovi, Sacerdoti, fedeli. “Noi circondiamo di un affetto particolare tutti costoro; così anche voi, animati da quella carità fraterna che deriva dalla religione cristiana; e insieme alle Nostre, unite le vostre preghiere davanti all’altare della Vergine Madre di Dio, e raccomandateli al suo Cuore materno” (Pio XII).
Rendiamo onore ai novelli martiri, e ricambiamoli della loro generosità.
Vorremmo, allo scopo, concretare la nostra riconoscenza nella celebrazione di una Santa Messa per la Chiesa del silenzio nel primo Sabato di ogni mese. Grideremo anche noi con la voce del Sangue. “Se l’ateismo e l’odio contro Dio, di cui il nostro secolo è contaminato e per causa del quale teme terribili castighi, noi possiamo con il lavacro del Sangue di Cristo, contenuto nel calice della nuova alleanza, lavare l’esecrando delitto, distruggendone le conseguenze, implorando perdono ai colpevoli e preparando per la S. Chiesa uno splendido trionfo” (Pio XII).
Da tempo noi celebriamo nell’ultimo Sabato d’ogni mese la S. Messa per i Benefattori delle opere Parrocchiali; Benefattori gentili e generosi, silenziosi e noti, meritevoli di tutta la nostra gratitudine e dell’abbondanza dei celesti favori; ma quali benefattori più insigni per la Chiesa, per ciascuno di noi, di coloro che di tutto furono spogliati, spesso anche della vita stessa, solo colpevoli d’aver eroicamente difeso i diritti di Dio?
Per noi, veramente, sarà facile salire l’altare nell’oasi tranquilla d’una parrocchia cristiana, al riparo d’un maestoso Ciborio, luccicante di marmi, circondati dal diligente servizio dei chierichetti e dalla devozione d’una comunità orante, intenta all’uso del proprio Messale; ma il vostro Calvario, fratelli martiri carissimi, vorremmo dire ch’è più reale, più vero! Otteneteci di salirlo insieme; di non godere invano della vostra passione; di non gloriarci invano della vostra confessione.
Una parete di ferro, di menzogna, di odio ci separa da voi? La abbatteremo e vi raggiungeremo con il lancio d’un semplice sassolino, scagliato nel nome di Dio. Veglieremo di buon mattino presso l’Altare e renderemo agile e sicuro il braccio nella pratica della mortificazione e della rinuncia cristiana. “Per rovesciare Satana, che passa oggi furibondo all’assalto mobilitando tutte le forze infernali, si esigono mezzi proporzionati, si domanda un’armatura totalitaria, vale a dire una spiritualità evangelica completa. Il Cristianesimo non si rattoppa con brandelli d’attualità. È esso una tunica senza cuciture, tutta d’un pezzo”.
Il nostro appuntamento comincia dall’Ottobre prossimo. Comunicherò la data della celebrazione nella Domenica che precede il primo Sabato del mese. In quel mattino voi mi offrirete lo spettacolo commovente d’una partecipazione particolarmente numerosa e devota. Se il rito ce lo consentirà, nella celebrazione sceglieremo una delle seguenti Messe votive: della B. V. Maria nel Sabato; o “Ad tollendum schisma” oppure “Pro remissione peccatorum”. Vi avvertirò per l’uso del vostro Messale.
Don Luigi Bosio, LA CHIESA DEL SILENZIO, «Cittadella Cristiana», Ottobre 1953, Anno IV, N. 41.