Questo Ascendiamo al monte del Signore. Questo monte è la solennità della Pasqua, ch’è la somma di tutte le feste. Quest’anno, avremo una novità stupenda con l’introduzione del nuovo rito liturgico per tutta la Settimana Santa. Ve n’ho già parlato, appena pubblicato il Decreto di riforma, durante il Catechismo domenicale, nell’ora soavissima dell’incenso.
Son doni degni della massima considerazione. Nascondono il mistero della nostra santificazione. Sembra quasi impossibile, che in un mondo fremente nella superficialità e nella leggerezza, possa trovare posto una cosa divinamente seria, austera e profonda.
Ci troviamo di fronte ad una nuova, grave responsabilità, se non corrispondiamo alla premura ed alla fiducia, che ripone in noi nell’affidarci questi tesori, la piissima Madre.
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Riportiamo qualche parte del citato Decreto.
I riti della Settimana Santa non hanno soltanto una speciale dignità, ma possiedono anche una speciale forza ed efficacia sacramentale per alimentare la vita cristiana; né possono certo avere un compenso adeguato in quei pii esercizi di devozione, chiamati comunemente “extraliturgia”, che si svolgono nelle ore pomeridiane del Triduo sacro.
Viene fissata l’ora delle funzioni liturgiche:
Per l’ufficio divino: nella recita in coro od in comune, Mattutino e Laudi si dicono al mattino ad ora conveniente.
Poiché noi lo recitiamo, o meglio lo cantiamo, in comune, ne fissiamo senz’altro l’ora alle 6 del mattino del Giovedì e Venerdì Santo. Per il Sabato Santo, lo facciamo dagli anni precedenti.
Per la S. Messa o funzione liturgica principale:
La Messa “In Coena Domini” si deve celebrare la sera, all’ora più adatta, ma non prima delle cinque e non dopo le otto. Noi la celebreremo alle 7 del pomeriggio. Ci sembra l’ora; più adatta, se ci basiamo sull’esperienza dell’Ora Eucaristica celebrata in passato nella sera del Giovedì Santo, con molta pietà e frequenza di fedeli.
Il Venerdì Santo, la solenne Funzione liturgica si svolge nel pomeriggio verso le ore 3. Però se ragioni di carattere pastorale lo consigliano, si può scegliere un ora più tarda, ma non oltre le sei. Noi la fissiamo senz’altro per le ore 3.
Poiché la sera ritornerete per la predica della Passione e la Processione di Gesù morto, vi suggeriamo fin d’ora, di considerare tutto il pomeriggio del Venerdì Santo come festivo, libero cioè da impegni di lavoro od altro.
Tutta la famiglia cristiana, clero e popolo, dice il Decreto, verrà ad adorare devotissimamente la Santa Croce, trofeo della nostra Redenzione.
Per il Sabato Santo vengono confermate le disposizioni, che già conoscete, perché la Veglia venne da noi celebrata fin dall’inizio della riforma.
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Il nuovo “Ordo” della Settimana S. ha lo scopo di far sì che i fedeli più facilmente, più devotamente e con maggior frutto possano partecipare alla veneranda liturgia di questi giorni, che è stata restituita alle sue ore proprie ed opportune.
Insistendo sulla necessità della preparazione, il Decreto raccomanda di invitare i fedeli a partecipare nel maggior numero possibile alla solenne Processione delle Palme, per rendere a Cristo Re una pubblica testimonianza di amore e di riconoscenza.
Per il Giovedì Santo raccomanda di invitare i fedeli a dare una conveniente adorazione al santissimo Sacramento, dopo la Messa “In Coena Domini”; almeno fino a Mezzanotte, quando cioè al ricordo della istituzione della SS. Eucarestia subentra la memoria della Passione e della morte del Signore.
Celebrando alle ore 19, penso che tornerà gradito alla Comunità l’ordine, con cui intendiamo disporre le Ore di adorazione fino alla mezzanotte. Dalle 20 alle 21, dopo la celebrazione della Messa vespertina, la Gioventù femminile; dalle 21 alle 22, la Gioventù Maschile; dalle 22 alle 23, tutti gli uomini, dalle 23 alle 24, l’Azione Cattolica Maschile.
Per il Venerdì Santo sono aperte a tutti le porticine d’oro dei Tabernacoli. Dice il Decreto: Come si usò fare per molti secoli, tutti quelli che lo desiderano e sono disposti possono accedete alla S. Comunione, e ciò soprattutto perché, ricevendo devotamente il Corpo del Signore, morto per tutti in questo giorno, percepiscano più abbondanti i frutti della Redenzione.
I sacerdoti insistano perché i fedeli in questo giorno vivano più raccolti.
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Ecco, dunque, in riassunto, di quali nuove gemme risplenderà quest’anno l’azzurro manto della Comunità, vivente ed operante nella grazia di Gesù:
La celebrazione della Messa vespertina nel Giovedì santo, con l’adorazione continuata presso il S. Sepolcro fino a mezzanotte.
La celebrazione della Funzione vespertina nel Venerdì Santo, nell’ora della morte del Signore, con la Comunione dei fedeli.
La celebrazione della santissima Veglia Pasquale.
Il canto del Mattutino nel Triduo sacro, alle ore 6 del mattino.
Non so che cosa possa mancare “ut gaudium vestrum sit plenum”.
Rileggete quest’ultime parole del S. Padre: Si istruiscano i fedeli sul sommo valore della sacra liturgia, che supera di gran lunga, sempre, ma specialmente in questi giorni, tutte le altre sia pur ottime consuetudini e devozioni, di qualunque specie esse siano.
Don Luigi Bosio, ASCENDAMUS AD MONTEM DOMINI, «Cittadella Cristiana», Febbraio 1956, Anno VII, N. 69.