ECCO VIENE IL SOGNATORE!

ECCO VIENE IL SOGNATORE!

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   Ora descriverò i miei sogni.

   Non i miei sogni…

   Ma non esprimiamoci in termini troppo difficili.

   Il 10 Ottobre sentiremo agitarsi le acque, le onde della carità.

   Un nubifragio? Le cateratte del Cielo, che si rompono?

   Si tratterà veramente d’una pioggia celeste, d’un’acqua misteriosa, ed il secreto ci verrà svelato da una piccola busta, riempita dall’industria molto redditizia della carità. Questa carità sapete in qual modo renderla gradita al Signore. La lettera d’invito, recapitata già alle vostre famiglie, ne fissa le condizioni, forse con un linguaggio ancora un po’ duro; ma alla profanazione della carità, a intenzioni meno rette, che la rendessero inutile e persino dannosa, preferisco il buio e il vuoto nel mio cammino.

   Ritorno ai sogni.

   Alla “visio pacis!”. Alla celeste Gerusalemme, che ha disteso le sue tende in mezzo a noi. La vedo brillare di luci d’oro e d’altre vaghissime tinte, che attraversando le vetrate, la fasciano d’un incanto paradisiaco.

   Scene meravigliose che, per il troppo bagliore, a stento sono riuscito a distinguere.

  Dirò come ho veduto le vetrate della chiesa, in una teoria di Profeti e di simboli, di angeli e di santi, muoversi tutti verso l’Altare per una glorificazione del Verbo, ed una esaltazione del Mistero dell’Incarnazione, al quale la chiesa è dedicata.

   Sollevate con me gli occhi in alto, alle vetrate della navata principale.

  Ecco, nella prima, la promessa del Redentore. Seguono, in ordine, i Profeti: David, Isaia, Geremia, Daniele, Osea, Gioele, Michèa, Nahum, Aggeo, Zaccaria e Malachia.

   Nelle finestre rotonde delle navate laterali, simboli natalizi tolti dalla Liturgia.

   Le trifore ai lati del presbiterio sono riservate ai Pastori e ai Magi.

   La bifora in facciata chiama una bella Annunciazione.

   Le altre due finestre in facciata verranno occupate dagli Arcangeli Michele e Raffaele.

   Nelle quattro finestre, che rimangono ancora in presbiterio, prenderanno posto quattro Angeli adoranti.

   Lasceremo a S. Pietro e a S. Zeno le due finestre in abside, in segno d’attaccamento devoto alla Chiesa Romana e alla Chiesa diocesana, alla Chiesa Cattolica e alla santa Chiesa veronese.

  Ho visto che ogni vetrata aveva la sua iscrizione, ma non son riuscito a decifrare tutto. Spero di poterlo fare, quando riprenderò a sognare.

   Intanto, nella visione dell’anima, godo quasi la realtà di quanto ho veduto.

   Forse quelle vetrate, le vedo più belle ora, nell’affanno dell’attesa.

   Perché, soffrendo meno, temo di vederle anche meno, nella stessa realtà.

 

 

Don Luigi Bosio, ECCO VIENE IL SOGNATORE!, «Cittadella Cristiana», Ottobre 1954, Anno V, N. 53.