È un nostalgico ritorno al Fioretto Mariano e specialmente alla Piccola Missione dei Fanciulli.
La Piccola Missione dei Fanciulli!
Non potrò certo descrivere la commozione di quel 20 Maggio, quando, entrando di buon mattino nel Santuario, l’ho trovato stipato di fanciulli, accorsi nonostante l’inclemenza del tempo. Un sole chiarissimo brillava negli occhi dei bimbi, mentre le manine, protese in alto, agitavano il mazzo di fiori da offrire alla Vergine. Alcuni premevano al petto la lettera o il dono per il Sacerdote più povero della Diocesi.
Un vero prodigio di carità, la somma quasi favolosa, raccolta! Ventimila lire sono state più che sufficienti per provvedere un soprabito, atto a riscaldare le membra gelide ed a consolare il cuore a chi nell’esercizio del sacro Ministero, dovrà trascorrere lunghe ore nel Confessionale, o costretto, forse, a vivere nell’apatia delle anime.
Ora gustate con me almeno alcuni tratti delle Lettere, indirizzate alla Madre Divina, da quasi tutti i convenuti alla chiusura della Piccola Missione. È una scelta difficile, perché trascrivendo tutto, ne avremmo un bel volume, degno d’essere conservato tra i documenti più preziosi della vita cristiana della Comunità.
Non potendolo fare, sia di conforto il sapere, che ogni scritto è arrivato a destinazione, e la gentilissima Signora ne accusa ricevuta con la più tenera e più efficace delle sue benedizioni.
Scrivono, dunque, i cari fanciulli:
“O Madre sorridente, gradisci il mio amore e i miei fioretti, perché possano essere utili a tutto il mondo”.
“Quando vengo in chiesa e vedo il Bambino Gesù nelle tue braccia, Ti prego sempre, che tu lo dia a me”.
“Carissima, celeste Mamma, vorrei morire davanti a te, tutta pura e santa”.
“Sento il bisogno d’amarti, o Maria. Tu che sei il giglio del Paradiso, fa che in tutto il mondo si senta il profumo della tua purezza”.
“Maggio è un miracolo di cortesia”.
“Cara Madonnina, io dico purtroppo molte bugie, brutte parole e sto poco composto. Ti prometto, che non farò più così”.
“Quest’anno il Maggio è per me più bello che mai, perché al principio del mese mi sono incontrato con Gesù Eucaristico. In quel giorno, il più bello della mia vita, ero il bambino più ricco e più felice di tutto il mondo”.
“Quando vengo al Fioretto, o Maria, mi sembra di vederti viva e di sentirti parlare”.
“Io sono un bambino tanto piccolo, capace di fare il biricchino e di cantare; ma ch’io canti sempre e solo a Te”.
“Vedo le tue sante manine, piene di grazie; voglio alleggerirle, strappandoti quella, che faccia di me una piccola missionaria nel mondo, per il bene di tante anime”.
“Vorrei essere un piccolo schiavo d’amore dei tuoi Sacerdoti”.
“Il Sig. Arciprete ha detto, che non è necessario, cara Madonnina, dirti molte parole; basta che ti guardiamo come in una visione di Paradiso, e tu ci parlerai con amore di mamma”.
“Abbassa le tue manine, o Madre di tutti i peccatori; manine così belle e così pure, e levaci verso il tuo regno”.
“Tu sai da quanto tempo ti prego, per diventare un santo sacerdote”.
“O dolcissima Madonnina, stringimi al tuo Cuore. Ti prego con tanta amicizia, e vorrei aiutarti a salvare i poveri peccatori.”
“O Celeste Mamma, fa che in questo mondo sconvolto dai nemici della fede, il sangue dei martiri della Chiesa del silenzio dia luce a coloro, che sono ciechi nella fede del Tuo Figlio divino”.
Non aggiungiamo commenti, per sciupare tanta semplicità e tanto incanto! È l’innocenza, che ancora una volta detta legge ed indica il cammino, tutto luce, da seguire.
Sempre in relazione a Maggio, anche agli adulti devo esprimere il mio ringraziamento, per la partecipazione assidua, numerosa e pia ai “Fioretti” spuntati prodigiosamente in tulle le direzioni della parrocchia: dalla chiesa madre al Santuario, dalla Bova a Moneta, da Bionde a Zerpa, dappertutto la celebrazione d’un Maggio in grado superlativo, come ci eravamo precedentemente augurati.
Un grazie devotissimo, soprattutto, alla Divina Madre, con l’augurio e la preghiera per voi, ch’Ella renda semplice la vostra vita, vi dia il gusto delle cose celesti e vi guidi a Gesù, in Lui trasformandovi, fino alla consumazione “in unum” nella Trinità, eternamente felice.
Don Luigi Bosio, RITORNO A MAGGIO, «Cittadella Cristiana», Luglio 1954, Anno V, N. 50.