Siamo alla quinta edizione di questa festa nel Lunedì di Pasqua.
Festa, prima di tutto, perché la Chiesa la considera tale, arricchendola di rito doppio di prima classe ed imponendo a me l’obbligo di celebrare la S. Messa per la Comunità, come nelle Domeniche e Feste di precetto.
Festa, perché sarebbe impossibile esaurire in un sol giorno tutta la gioia, che s’era accumulata, per quaranta o settanta giorni. In verità, la Pasqua non si esaurirà né in uno né in due giorni, ma chiuderà il suo ciclo dopo cinquanta giorni di festa.
Tutto deve godere, se tutto ha partecipato al dolore: lo spirito, il cuore ed il corpo.
Questa festa della Giovinezza è la vita nuova, che si sprigiona dalla santità delle anime e dalla purezza dei sensi.
Una festa, che non è riservata in alcun modo ai giovani, ma aperta alla giovinezza perenne di tutti i figli di Dio.
Ormai non c’è più bisogno de mettervi in guardia contro un certo fiumiciattolo, che aveva preso la brutta abitudine di straripare sempre nello stesso giorno, io non so per quali misteriosi secreti di natura:
Lo dico a vostro onore e merito.
Il programma dei giochi, vasto ed attraente, si svolgerà nel “Gaudete”.
Protagonisti: i giovani dell’Oratorio.
Venite alla festa della Giovinezza!
Don Luigi Bosio, LA FESTA DELLA GIOVINEZZA, «Cittadella Cristiana», Aprile 1955, Anno VI, N. 59.