Mi comunicherò durante la celebrazione della Messa: se fosse nella Messa della Notte Pasquale!
Non mi comunicherò una volta soltanto. Potessi sopprimere quell’“almeno” tanto triste del catechismo!
Porterò con me un libro di pietà: comprendo che il Messale è superiore ad ogni eccezione.
Mi comunicherò nella mia parrocchia.
Non sarò impaziente se il Sacerdote tarderà qualche minuto nel distribuire la Comunione.
Farò almeno dieci minuti di ringraziamento.
Dirò a Gesù, che mi sciolga la lingua nella preghiera e nel canto delle sue lodi.
Pregherò per i miei Sacerdoti, perché siano santi.
Anche per la mia Comunità, perché sia modello di vita e di carità cristiana.
Racconterò a tutti le meraviglie dell’amore divino.
Don Luigi Bosio, LA MIA COMUNIONE PASQUALE, «Cittadella Cristiana», Marzo 1955, Anno VI, N. 58.