L’ANNO MARIANO

L’ANNO MARIANO

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   È l’anno della presenza quasi visibile della Madre Immacolata in mezzo ai figli. Se la presenza non è proprio visibile, è certo che Essa ci è particolarmente vicina, avendone noi la garanzia nelle grazie speciali di quest’anno, proclamato Mariano da Colui, che potremmo anche chiamare il Vicario di Maria.

  Ho qui davanti agli occhi una Rivista liturgica, dalla quale trascrivo, almeno in parte, un bell’articolo, che gioverà a farci penetrare e vivere secondo lo spirito della Liturgia, che è tutta eminentemente mariana. Se in questo Servizio divino, che noi prestiamo alla Santa Trinità, vi è al centro, e i non può esservi che Gesù Cristo, sapete bene, e questo per esperienza strettamente personale, che a Lui non si arriva se non per mezzo di Maria.

   Quest’articolo bisognerà leggerlo adagio e farne oggetto di riflessione.

   “In ossequio alla Fulgens corona gloriae, che indice l’Anno Mariano, facendolo coincidere con l’Anno liturgico, cercheremo di separare quel che Dio e la Chiesa hanno sempre tenuto congiunto; cercheremo cioè di scoprire la presenza e l’azione di Maria nel cammino sacramentale di Gesù Redentore, che va da Avvento ad Avvento. Prima di ricorrere ad iniziative nuove, che possono avere il gusto della novità ma una dubbia efficacia, valorizziamo quel che abbiamo tra le mani, e che ha il carisma dell’istituzione divina o della tradizione della Chiesa.

   Il Sole, o il centro generatore dell’Anno liturgico è la Pasqua.

  L’itinerario del cristiano si svolge fra tre Pasque: il Battesimo, la Pasqua annuale (ripetuta ogni settimana nel giorno del Signore, e ogni mattina nella S. Messa), la morte o meglio l’entrata nella Vita eterna, senza interruzione, in cammino sempre, in sviluppo continuo di grazia. E Gesù Redentore, che rimane con la sua Chiesa fino alla fine del mondo, passa, tocca, perfeziona, guarisce e resuscita con segni esteriori che si chiamano Messa, Sacramenti, Sacramentali, Anno liturgico; e lo Spirito Santo, che è lo Spirito stesso di Gesù diffuso sulla terra, dal di dentro vivifica e fa crescere.

   L’itinerario di Maria si compie anch’esso fra tre Pasque: l’Immacolata Concezione, invece del Battesimo; la Divina Maternità, che La inserisce nel mistero della Redenzione, corredentrice con Cristo, in una comunione singolare con Lui che va oltre ogni “partecipazione sacramentate” come l’hanno i Santi; l’Assunzione e la glorificazione nella Vita Eterna.

  Ecco, dunque, un primo modo di celebrare liturgicamente l’Anno Mariano: seguire il movimento di vita della Madonna, puntando sulle tre feste principali di Lei: l’Immacolata, l’Annunciazione, l’Assunta, celebrando in esse il Mistero Pasquale. Questa visione pasquale della vita di Maria non ci sembra arbitraria. La Madonna fu pensata nell’eternità come l’Ausiliatrice di Cristo nella salvezza del mondo, fu pensata cioè alla luce della Pasqua. E dalla visione della prima Pasqua, in previsione dei meriti del Cristo Pasquale, Essa fu concepita senza macchia originale; e per la Pasqua Essa nutrì l’Agnello di Dio; e nell’offerta di questo Sacrificio Essa meritò la Maternità e la mediazione universale; come al compimento di tutto il Mistero Pasquale, sotto l’azione dello Spirito Santo. Essa poté essere la primogenita dei glorificati, e, una volta entrata nella Pasqua Eterna, esser proclamata Regina universale a fianco di Cristo, Re dell’universo.

(Continua)

 

 

Don Luigi Bosio, L’ANNO MARIANO, «Cittadella Cristiana», Marzo 1954, Anno V, N. 46.