La preparazione alla Pasqua sta nella Quaresima.
Il sole Pasquale spunterà dalla notte quaresimale.
Si spaccheranno le pietre, si scuoteranno anche le montagne, mentre la morte sembrerà avere il suo trionfo.
Non dire: Quaresima e tristezza sono la stessa cosa!
Se mai, potresti dire: Quaresima e mestizia; o meglio ancora: Quaresima e austerità.
Ma tristezza, no!
C’è, nel mondo, chi dice, ad uno ch’è triste: Hai una faccia da quaresima!
Questo modo di dire è un insulto alla fede e la negazione dello spirito cristiano.
“Quando digiunate, non prendete un’aria di tristezza”, ha detto il Signore.
Ad altri, sempre nel numero dei prudenti secondo la carne, sembra che la Quaresima sia quasi un’impresa di pompe funebri!
Tu sai invece, ch’è tempo di vita intensa, un tempo pieno di Redenzione, ed un cammino di felicità.
Certo, un cammino in salita, lento e duro, seguendo una traccia di Sangue…!
Come nelle ardite ascensioni delle nostre belle montagne. Per goderle in tutte le loro attrattive, spesso affascinanti, vi è un codice, quasi a dire quaresimale da rispettare: bisognerà levarsi di buon mattino; non aver troppe cose con sé; non bere vino, che infiacchisce le gambe. Si richiede sforzo continuo, forse la notte sotto la tenda, o una nottata all’addiaccio; ma nella comitiva nessun volto triste.
Così, ripetiamo, per la scalata alla Montagna di Dio, dove non mancano le tappe di ristoro e i rifugi di indimenticabile letizia.
Bisognerà anche tacere un poco, per sentire la presenza, gli ordini, lo sforzo e la forza della Guida divina.
Ora vorrei parlarti della Confessione e della Comunione pasquale.
C’è un chiaro principio da stabilire: Pasqua non è semplicemente né la Confessione, né la Comunione pasquale.
La Pasqua comprende, senza dubbio, anche questi atti sublimi della vita cristiana; ad essi, anzi, è ordinala la Quaresima ed un precetto speciale della Chiesa, ma non esauriscono da soli il mistero pasquale. In questo senso: Che può valere una Confessione affrettata, priva di compunzione e di proposito? Una Comunione, in cui nulla c’è da confidare al Signore e nulla da chiederGli, pronti e veloci ad andarsene come si fosse ricevuto non il più grande beneficio, ma un grave torto?
Azioni santissime, che non segneranno uno slancio nuovo, una nuova vita, una risurrezione insomma nella nostra vita spirituale, ma un appesantimento ed una nausea della stessa, nel momento della liberazione e alla mensa della Vita. Una certa Pasqua, talmente insignificante, da lasciare… il tempo di ritornare a sera al cinema escluso, od anche ahimè! alla cellula!
Voglio insistere ancora un poco sulla Confessione.
Se il precetto prescrive la Confessione almeno una volta all’anno, non prescrive affatto di confessarsi alla vigilia o la mattina di Pasqua.
Lo diciamo per vostra comodità: Perché questo accalcarsi impazientemente vicino al Confessionale?
Sentite: se voi avete un affare d’importanza e d’urgenza, vi recate forse da chi vi tratta quell’affare, dall’avvocato ad esempio, quando lo sapete assediato da tante persone? Non preferireste un appuntamento, che vi permettesse di guadagnar tempo, e di intrattenervi più familiarmente con lui?
Ora, non vi diamo un orario d’ufficio per le Confessioni. Alla pecorella che ritorna, come per quella che vive nell’ovile sotto lo sguardo del Pastore, il cuore è aperto ad ogni ora del giorno e della notte; siete pregati solo di non pretendere d’esser ricevuti in massa alla stessa ora.
Perché, poi, non confessarsi al principio della Quaresima, per cominciarla e continuarla bene?
Perché non approfittare anche dei giorni tra settimana? Costerà sacrificio! Non venite al Sacramento della Penitenza?
Ti propongo, finalmente, un breve esame di coscienza.
Padre, non ho rubato, né ucciso!
Dire così, e dirlo sinceramente, è già qualche cosa, ma troppo poco.
Hai rubato tempo alla preghiera? Alla santificazione del pomeriggio domenicale?
Non hai ucciso! Non hai mai ferito alcuno, forse il Vicario di Cristo, i Vescovi, i tuoi Sacerdoti, con la spada della lingua?
E dove va a finire il superfluo delle tue sostanze?
Hai ricordalo i fratelli indigenti della parrocchia, della Diocesi; le Missioni?
Don Luigi Bosio, PREPARAZIONE ALLA PASQUA, «Cittadella Cristiana», Marzo 1954, Anno V, N. 46.