INAUGURAZIONE DEL CONFERMATORIO

INAUGURAZIONE DEL CONFERMATORIO

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   Ci troviamo in un lembo di Paradiso, alla presenza di un gioiello artistico, che è lo indice chiarissimo della pietà di tutta una Comunità cristiana, che vive intensamente la Liturgia; che intende esprimere qui, con questa visibile testimonianza, la propria riconoscenza a DIO, bellezza infinita.

   Anche i Benefattori troveranno qui la ricompensa migliore alla loro generosità, con un anticipo ed un pegno di quelle celesti abbondanti consolazioni, di cui, GESÙ si è fatto più volte garante nel suo Vangelo.

   Siamo soprattutto qui per chiedere allo Spirito Santo, Cui la Cappella è dedicata, un potente risveglio di quell’ardore e di quel coraggio, che da Lui abbiamo altra volta ricevuto nella grazia propria della Confermazione. Potremmo esclamare, come gli Ebrei esultanti nel ritorno a Gerusalemme dalla schiavitù:

   “Ci sembra quasi sognare….

   “La nostra bocca è tutta un sorriso, e piena di gaudio la nostra lingua.

   Diranno le genti: Gran cose ha fatto il Signore con costoro!

   “Veramente gran cose ha fatto il Signore con noi: Siam pieni di gioia!

   “Quei che seminano tra le lagrime, mieteranno nell’esultanza”.   PS. 125.

   Quasi sopraffatti dalla gioia, noi cerchiamo una risposta, più dal Cielo che dalle creature, a queste domande:

   Perché un Confermatorio?

   Perché un Altare dedicato a S. Stefano?

   Perché una Mensa d’Altare così semplice e così austera?

   Perché una vetrata alla soave immagine di Cecilia?

   Perché una vetrata al Cavaliere di Dio, Giorgio?

   Perché una pagina musicale sulla parete?

   “Illum interrogate, qui in vobis coepit habitare“.  Aug.

   Questa è la cappella dello eroismo del martirio.

   È l’ufficio leva dei soldati di DIO.

   È la trincea di difesa e il fronte d’assalto donde partono, rivestiti dell’armatura di Dio, quanti vorranno vittoriosamente resistere ai ripetuti ed astuti assalti del maligno.

   È la cappella del fuoco e dell’unzione e profuma già tutta di santità, anche se l’Altare è ancora privo della consacrazione, che gli verrà impressa con l’olocausto del divino Sacrificio.

   È il focolare della pietà, del santo timore e della Sapienza.

   La Sala del divino Consiglio e la sorgente della vera Scienza e di quella Intelligenza, che è capace di scrutare anche i segreti della Beata Trinità.

   Ci troviamo “in suburbiis caeli” nei sobborghi del Cielo; alla Periferia di Gerusalemme “quae sursum est”; sugli spalti della Città santa; negli Atrii del Tempio eterno; nel Vestibolo dello Sposo.

   Godo che si completi qui il mio Messaggio Natalizio: Messaggio impellente, che ci chiama ad una vita angelica, a una vita divina.

   Un Confermatorio? Un Battistero? Un Ciborio? Sono la penombra del Paradiso!

   “Donec aspiret dies et inclinentur umbrae”  Cant. 4.6.

   Cessino queste ombre, e spunti finalmente il giorno della beata eternità!

 

 

Don Luigi Bosio, NOTTE NATALIZIA 1953, ANNO MARIANO, INAUGURAZIONE DEL CONFERMATORIO, «Cittadella Cristiana», Gennaio 1954, Anno V, N. 44.