LA PRIMA COMUNIONE

LA PRIMA COMUNIONE

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   La maggiore preoccupazione dovrebbe essere quella di preparare i comunicandi alla prima Messa, più che alla prima Comunione. Credo che anche i fanciulli siano capaci di afferrare, nella loro innocenza, un concetto così profondo. La Comunione è il frutto naturale della Messa. Altrimenti, donde viene? Che cosa significa? Educhiamo questi cari piccoli ad un’assistenza devota della S. Messa, con un libretto di pietà, con un’assidua istruzione, e, il più presto possibile, con un Messale tra mano.

   Che tutti sappiano rispondere alle preghiere sacerdotali; che tutti appartengano al Piccolo Clero; al Clero quasi, perché tutti sono rivestiti di una certa dignità sacerdotale.

   Tutti sacerdoti, dunque?

  Per questo, nel giorno solenne della prima Comunione, li introduciamo in presbiterio, e lasciamo che circondino l’Altare, come in una concelebrazione sacerdotale nella consacrazione dei novelli Leviti. Quest’anno potranno fare di più ed accostarsi d’un passo alla Sacra Mensa, con tutto il rispetto dovuto alle leggi liturgiche della Chiesa. Così, mi sembra completo anche questo mistero di grazia.

 

 

Don Luigi Bosio, LA PRIMA COMUNIONE, «Cittadella Cristiana», Maggio 1954, Anno V, N. 48.