Così l’abbiamo definita, perché la celebriamo il Lunedì di Pasqua in un clima di giovinezza e d’infanzia. In uno stato di bambini appena nati, avidi di vita.
Con nessuna distinzione d’età. Se precedenza vi fosse in questa felice condizione di giovinezza, bisognerà, riconoscerla a chi è più ricco d’anni, trascorsi nel timore di Dio. Chi ha sempre amato, o molto amato anche se non sempre, anche se vecchio, il più vecchio può essere benissimo il più giovane.
Del resto, non direte ch’è giovane un ragazzo ventenne, sciupato dal vizio. Oppure una fanciulla, che da capo a piedi è lontana mille miglia dall’essere sé stessa, una specie di fuoruscita, che tutto sa e di tutto è stanca.
È quindi opportuno, che si faccia festa anche all’esterno, con un programma di giochi, eseguiti dai nostri giovani, in quel luogo che, nel linguaggio comune ormai, si chiama “Gaudete”.
“Gaudete” è il Ricreatorio parrocchiale, dove la Comunità, la gioventù specialmente, si raccoglie a godere nel Signore, sotto lo sguardo dei Sacerdoti.
Fu un suggerimento segreto della Liturgia natalizia a favorirci una denominazione così appropriata.
Tutto in questa Comunità, oggetto delle divine predilezioni, con una chiesa dedicata al Natale di Gesù, tutto deve essere segnato dalle orme degli adorabili piedini del Divino Redentore.
Non vale la pena di spendere una parola per un “battello”, ridotto ormai ad una carcassa. Laggiù non vi è certo il “Gaudete”, ma quel “mundus gaudebit”, ch’è una bolgia di irrequietezza e di inquietudine.
Ricordiamo ai carissimi giovani dell’Oratorio maschile che oggi, durante le Funzioni pomeridiane, verrà benedetta la loro Bandiera, che potranno poi ammirare esposta nelle Feste solenni, nelle Processioni e nella celebrazione del loro matrimonio.
Don Luigi Bosio, FESTA DELLA GIOVINEZZA, «Cittadella Cristiana», Aprile 1954, Anno V, N. 47.