MAGGIO A MARIA

MAGGIO A MARIA

 PDF

A Maggio il cuore, come la Primavera, è al colmo della sua tenerezza.

    Campi e prati, fatti giardino, invitano a stender le braccia, quasi per abbracciare tutte quelle delicate creature che sono i fiori, per inebriarci del loro profumo e rivestirci delle loro vaghissime tinte.

     Non è vano il mio desiderio; può essere anzi soddisfatto oltre misura.

    Venite con me nella duplice aiuola, che Maria ha riservato per sé: per quindici giorni riposeremo accanto a Lei, presso il nuovo Altare nella chiesa parrocchiale; la seconda quindicina del Maggio, all’ombra sempre desiderata del Santuario. Il “Fioretto” Le tornerà tanto più gradito, quanto maggiormente santificato da una giornata di intenso lavoro.

      Anche nelle Contrade, tenete fede a questa cara tradizione, e siate perseveranti per tutto il mese.

    Non temete di esagerare nella divozione alla Madre divina, quando si tratti di vera devozione. Gesù stesso volle tenersi obbligato ad onorarLa ed amarLa infinitamente. Onorando ed amando Maria, non facciamo che seguire, assai da lontano veramente, l’esempio di Gesù.

     “O dolce Madre, o cuoricino mio! Ascoltami, amica mia, mia bellissima!”.

     “Oh! Avessi un favo di miele in bocca quando parlo a Te! Tutto ciò che ho, è tuo, ed ho tutto in Te. Se fossi ricco vorrei diventare povero per arricchire Te. Se avessi sul capo una corona, me la leverei per donartela”.

     “Perché non mi prendi con Te, accanto alla Croce? Non stare sul Calvario senza di me, tuo figlio. La croce non mi può essere tanto amara, quanto Tu mi sei dolce. Stiamo insieme, o Maria, stiamo insieme sotto la croce di Gesù! Sia tra te e me la stessa sorte. Non contrariarmi, o mia Signora. Non Permettere che io ti lasci e me ne vada. Dove vai Tu, io vengo; dove ti fermi, mi fermo. Il tuo dolore sia il mio”.

(SCRITTORE IGNOTO DEL 1700)

      Preghiamo ancora.

    “Tu hai avuto la forza di vivere una vita normale e serena, mentre nella tua anima e nel tuo corpo maturavano tremendi misteri”.

     “Fin dal primo chiarore dell’alba sedevi alla piccola macina, e raccoglievi nelle candide mani la bianca farina, che impastavi e cuocevi nel forno d’argilla, presso la casa scavata nel sasso. Pruni, cardi, fieno, sterpi scoppiettavano allegramente, mentre intorno si spandeva la fragranza del pane come una fragranza di preghiera. Tra le dita esperte prillava a lungo il fuso, girava l’arcolaio, pulsava il telaio e nascevano così, filo su filo, intessute d’atti d’amore, le tunichette di Gesù; la tunica senza cuciture, che i crocifissori non vollero ridurre in frantumi”.

     “Due volte al giorno, presso la fontana che oggi porta il tuo nome, mentre le chiacchiere ti ronzavano intorno, Tu, nel profondo del cuore parlavi solo con Dio”.

   “Per la tua dolce modestia, per la tua stupenda umiltà noi Ti amiamo, o Maria; noi che ignoriamo la sapienza del nascondimento e la pace dell’umiltà; noi che ci sentiamo come ossessionati dal tempo, e viviamo dimentichi dell’eternità felice”.

 

 

Don Luigi Bosio, MAGGIO A MARIA, «Cittadella Cristiana», Maggio 1953, Anno IV, N. 36.