Cari piccoli cantori, che tanto ci commovete con le vostre bianche ed argentine voci durante le Funzioni liturgiche, vi ringraziamo con tutto l’affetto riconoscente del cuore. Perché non venga mai meno il vostro entusiasmo, anzi per impegnarvi maggiormente in una fatica così preziosa, e perché cresca di conseguenza la nostra pietà e la gloria del Signore, abbiamo pensato di aggregarvi alla Federazione internazionale dei “Pueri cantores”. M’accorgo d’avervi detto delle parole grosse, che hanno bisogno d’essere spiegate. Ecco dunque in parole semplici: tutti i Fanciulli cantori del mondo vogliono unirsi in una sola voce, in un sol cuore, per cantare e portare a tutti, come gli Angeli a Betlemme, la pace di Gesù. Questo è lo scopo principale della Federazione, scopo che la Federazione stessa si propone di ottenere mediante lo sviluppo del Canto liturgico, specialmente Gregoriano, con la musica polifonica e quella anche di Autori moderni, che sia conforme alle direttive della Chiesa.
Anche il vostro gruppo, cari Cantorini, come tutti i gruppi del mondo, prende all’atto dell’aggregazione, un nome ed un motto. Voi vi chiamerete così: Gruppo “S. Samuele”, e ci affrettiamo ad augurarvi d’essere tanto solleciti nel cantare le divine lodi, come lo fu il Profeta Samuele; da questa denominazione poi viene spontaneo il vostro motto: “Eccomi, o Signore!” come rispose il piccolo Samuele, balzando ripetutamente dal letto alla chiamata del Signore. Vi piace cosi? Avrete anche, a suo tempo, il vostro abitino corale assai bello, comune a tutti i Cantorini del mondo.
Il Santo Padre, che ha ascoltato il 17 Aprile dello scorso anno nella Basilica di S. Pietro, una esecuzione di canto di tremila Fanciulli di ogni Nazione, ne è rimasto molto profondamente commosso, ed è stato in seguito a quella esecuzione ch’Egli si è compiaciuto di benedire gli inizi della vostra Federazione, chiamandovi tenerissimamente “Uccellini venuti dal cielo”.
Cari piccoli amici, vi prenda una grande gioia nel sentirvi ora uniti a tutti i Fanciulli cantori del mondo, per far udire ai cuori degli uomini cosi divisi dall’odio, sopra il tumulto delle agitazioni e sopra il fragore delle armi, quanto è bello cantare a Dio in una stessa lingua, in uno stesso canto e soprattutto in una stessa carità.
Don Luigi Bosio, I FANCIULLI CANTORI, «Parrocchia della Natività», Ottobre 1950, Anno I, N. 5.