MEDITIAMO IL ROSARIO

MEDITIAMO IL ROSARIO

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    Gaudio, dolore e gioia sono i capitoli del libro d’oro, che è il Rosario,

    Meditando l’Incarnazione, la Visitazione, il Natale, la Purificazione della Vergine e la vita nascosta di Gesù, ecco mille esempi di obbedienza, di povertà, di fatiche, di carità e di penitenza! La casetta di Nazareth è un vestibolo del cielo.

    La Sacra Famiglia è una scuola d’ordine, di candore, di semplicità, di concordia, di mutuo rispetto e amore. È la soddisfazione, la pace, il gaudio dell’umiltà.

    Gesù agonizza, è flagellato, coronato di spine, condannato a morte, spira sul Calvario: o uomini, piange il Salvatore, uomini che abusate della vostra mente, del vostro cuore, della vostra carne, detestate una buona volta le vostre colpe, perché se tanto sangue è richiesto da un innocente come Io sono, che si richiederà da voi peccatori per placare la giustizia divina? Pregate con Me, mortificatevi con Me, amate la mia Croce! Quale pittura più viva ed espressiva di questi cinque quadri, dove sono in contrasto l’egoismo e il sacrificio, le rose e le spine, la voluttà e la Croce? È il dolore che fa piangere ed invita a riparare.

    Gioia, quanta gioia davanti alla tomba spalancata del Maestro, che da solo ha   potuto risuscitare Se stesso; mirando l’ascesa di Gesù trionfatore verso il Cielo, ricordando i primi strepitosi miracoli dello Spirito Santo!

    Quanta gioia per i figli, mentre la Madre santissima è assunta al Cielo ed è incoronata Regina degli Angeli e dei Santi! È il trionfo, la gloria, il Paradiso per chi ha lavorato e sofferto con Gesù.

    Anche il libro di Satana ha tre capitoli e proprio in piena contraddizione con quelli del Rosario: superbia, orrore al soffrire, fame di ricchezza.

    Certi lavoratori dei campi maledicono la loro terra, la loro casa natia, la loro fatica tra l’aria pura e i sani alimenti, e invidiano i lavoratori delle città e delle officine, perché questi avventurati possono godersi e seppellirsi più facilmente nei luoghi di divertimento. Per alcuni la famiglia è diventata un semplice albergo notturno, per vivere gli uni accanto agli altri, senza idealità, senza affetto.

    Altri al sentire le eterne parole del Vangelo: «Chi vuol essere mio seguace prenda la croce», sbarrano gli occhi e non capiscono… È urgente ritornare al Rosario. O Rosario recitato in famiglia, per qualche famiglia sei rimasto forse un semplice ricordo? A tutti i cristiani tocca tener in mano questo libro aureo, questa arma potente, questi fiori divini.

    Trattando degnamente il Rosario benedetto di Maria avremo finalmente una vera casa, una vera famiglia, delle anime capaci di capire l’amore di Gesù e di corrispondervi.

 

 

Don Luigi Bosio, MEDITIAMO IL ROSARIO, «Parrocchia della Natività», Ottobre 1950, Anno I, N. 5.