LA PICCOLA MISSIONE DEI FANCIULLI

LA PICCOLA MISSIONE DEI FANCIULLI

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Scrivo specialmente per voi, buoni genitori, perché apprezziate e vediate che cosa sanno dire e fare i vostri piccoli, sotto l’azione efficace della grazia e con la vostra opera educatrice. Presentano tante disposizioni al bene le loro tenere animucce!

Mentre scrivo mi trovo qui nel Ricreatorio, proprio in mezzo ai bimbi, che, instancabili fanno guerra al pallone. D’un tratto uno si toglie dalla mischia e mi si avvicina con uno spillo in mano: è una medaglietta del giovanetto santo, Domenico Savio e la scritta “La morte ma non peccati”. Con un sorriso ed una carezza mostro la mia soddisfazione al piccolo, che ritorna frettoloso e gioioso a riprendere il proprio posto nel gioco.

Questo semplice episodio riallaccia la mia memoria alle espressioni, cristianamente sensate, scritte dai bambini e depositate all’altare, nella mattina di chiusa della piccola Missione, mentre il Sacerdote compiva l’offerta del sacrificio.

Se lo spazio consentisse, tutte meriterebbero d’essere trascritte quelle espressioni mentre dobbiamo limitarci ad un breve florilegio.

La morte, ma non peccati! ripetono continuamente. Sotto un giglio dipinto, una bimba ha scritto: Io voglio essere pura come questo giglio. – Il Signore salvi tutti i pionieri. – Bisogna tener bene l’anima, perché ne abbiamo una sola. – Ho pregato mettendomi ginocchioni sul pavimento della mia cameretta; ho recitato l’Ave Maria ed ho baciato la terra per la conversione dei poveri peccatori. – Ho mangiato il caffelatte senza zucchero; non ho mangialo frutta, perché la Madonna ci mantenga sani e devoti. – Soffro molto il sonno, ma questa mattina mi sono alzato presto e volentieri per andare alla S. Messa. – Dentro il nostro cuore c’è un fiorellino, la nostra bella animina… Ti prego di custodirlo, o Maria, perché non patisca né caldo né freddo!

Grazie, piccoli cari, dello spettacolo commovente della vostra devozione, della visione di bellezza e di grazia, che avete offerto a tutta la Comunità e grazie dei frutti di benedizione, che avete attirato sopra di essa. Grazie delle letterine e dei fiori; più ancora grazie delle preghiere e del profumo della vostra innocenza E grazie finalmente della vostra carità: avete inviato un fratellino povero a ristabilirsi in montagna, ed avete offerto un Cappello ed una berretta al Sacerdote più povero della Diocesi. (Se sapeste quanti Sacerdoti languiscono in silenziosa povertà, privi di sostentamento per se stessi ed incapaci di tenere, per mancanza di mezzi, nel massimo decoro la casa del Signore!).

Ricevete cari bimbi, il ringraziamento di Maria ed un affettuoso arrivederci nel Suo Santuario.

Dobbiamo segnalare un episodio particolare, avvenuto durante la Quaresima, e mi sembra uno dei frutti più gustosi, che vengono maturandosi in quest’anno sotto l’uragano della santità, in cui il mondo trovasi, come dire travolto, dopoché l’impeto del sacro fiume ha abbattuto le porte della grazia. Protagonista è un caro bambino della nostra Parrocchia, delle prime classi di catechismo.

I Sacerdoti hanno parlato in chiesa di Domenico Savio ed hanno raccomandato la preghiera e l’esercizio della penitenza, vie uniche per raggiungere la santità e per poter salvare le Anime, specialmente dei fanciulli, la cui innocenza è oggi diabolicamente insidiata. Ritornando a casa, certamente guidato dallo Spirito del Signore, il bambino raccoglie dei sassolini, che nasconde accuratamente in un angolo della cucina. Il mistero viene svelato ad una zia che li scopre, mentre accudisce alle faccende di casa.

Zia, non toccare quei sassolini; devo metterli nel letto, perché devo fare, penitenza… Ascoltami, zia: Vuoi che mi levi i sandalini?

La zia aveva notato che il bambino, da qualche ora, camminava zoppicando. Dai sandalini rovesciati escono dei piccoli cocci, che avevano martoriato e santificato quei delicati piedini.

Non è questo un episodio, che può trovare riscontro nella vita d’infanzia dei Santi?

Davanti a questo incanto d’innocenza, domandatevi: che cosa sarà di coloro che scandalizzeranno un bambino? Domandatelo a Gesù; meglio il suicidio negli abissi del mare! Ricordate le parole accorate dell’Ecc.mo Vescovo? “Opponete, dice ai Sacerdoti, il vostro petto, lottate fino al sangue per difendere dalle zanne del lupo le anime innocenti”. Noi Sacerdoti ci rimettiamo alla responsabilità ed allo esempio dei genitori; che cosa varranno, infatti, i nostri sforzi, se queste tenere pianticelle saranno esposte al gelo e all’imperversare dell’uragano nella stessa serra famigliare? Se la casa è una caserma; se il tempio s’è trasformato in tana e la serra in un serraglio?

 

 

Don Luigi Bosio, La piccola Missione dei fanciulli, «Parrocchia della Natività», Luglio 1950, Anno I, N. 2.