Li conosci? Per distruggere tutto vorrebbero abbattere i due cardini, che sostengono il mondo: il sacerdote ed il povero. Non più sacerdoti e non più poveri! E dove sarebbe allora Gesù? Per questo il mondo, questo spietato deserto spirituale, senza anima e senza cuore, maledetto da Gesù, si impenna contro il povero e il sacerdote. Perché tutti e due appartengono ad un’altra nazione, sono ambasciatori di un altro Re, pieni di un’altra civiltà, banditori dello spirito, cantori di una gioia interiore. Il mondo li odia, perché odia Gesù, di cui sono incarnazione. Il povero porta Gesù nella sua carne livida e piagata, il sacerdote nelle sue mani consacrate; nel povero è la porpora e la dignità di Gesù, nel sacerdote la luce e l’autorità; nell’uno e nell’altro la vita.
Il sacerdote con la purezza domina la carne, il povero con la nudità domina il denaro; tutti e due sono una condanna solenne della materia. L’uno afferma che esiste una pace che supera ogni senso, l’altro che non di solo pane vive l’uomo; tutti e due dicono che la gioia è nello spirito.
L’uno canta: beati i puri di cuore; l’altro: beati i poveri; tutti e due: beati coloro che piangono.
Sacerdoti e poveri: vicini cosi da essere inseparabili; si difendono a vicenda e si intendono come amici. L’unico cuore capace di ricevere le indicibili confidenze del sacerdote è quello del povero; gli unici occhi, cui è permesso intravvedere l’accecante mistero del sacerdozio sono quelli cisposi di un mendicante. Certe ansie, certe insonnie, certe angosce, certe estasi, certe gioie le può comprendere solo un cencioso.
Un sacerdote ed un povero seduti vicini nella penombra di un sagrato, soli, esclusi, devono essere guardati come la più radiosa promessa, e come la più incombente minaccia.
È Gesù sdoppiato in due: nel sacerdote sogna la conquista del mondo; e nel povero, lo spirito che sfida l’odio del mondo
Dinanzi ad un sacerdote e ad un povero, che parlano sottovoce, il mondo miope e superficiale dovrebbe tremare più che dinanzi a due cospiratori rivoluzionari: perché il seme della vera, unica, definitiva rivoluzione è nella dottrina e nell’autorità di quel sacerdote e nella realtà vivente di quel povero. L’odio c’è, perché aboliti i sacerdoti ed i poveri non rimarrebbe traccia di Gesù che ha detto ai sacerdoti “Chi ascolta voi, ascolta me, e chi disprezza voi, disprezza me”; che ha detto per i poveri “Ciò che farete ad uno di questi, l’avrete fatto a me stesso”.
Ma ci saranno sempre i sacerdoti: “Io sarò con voi fino alla consumazione dei secoli”; perché altrimenti non ci sarebbe più la Chiesa, di cui i sacerdoti sono il sale e la luce.
Ci saranno sempre i poveri; “Avrete sempre dei poveri con voi”. E non è una dolorosa constatazione, che Gesti ci fa, ma una consolante promessa. Come se dicesse: Non temete; sarò sempre con voi, perché con voi saranno sempre i poveri. Non temete: il denaro non conquisterà mai tutta la terra, non ingannerà mai tutti gli uomini.
Don Luigi Bosio, I VANDALI DELLO SPIRITO, «Parrocchia della Natività», Settembre 1950, Anno I, N. 4.